Redazione

Fine dei giochi…Preziosi. Il Genoa è a un passo dal cambio della proprietà: una rivoluzione che lascerà il Grifone nelle mani di Giulio Gallazzi. Si chiude un’era caratterizzata da annate più o meno ricche di soddisfazioni. I tifosi del Genoa hanno sofferto, ma si sono anche divertiti. Parecchio.

Un Genoa da…Champions

Il Genoa di Enrico Preziosi può essere ricordato in tanti modi: uno, senza dubbio, mette tutti d’accordo. Il calciomercato. Il periodo in cui il grifone è sempre stato protagonista assoluto. Tutte le big della serie A sono passate da queste parti per attingere a piene mani: campioni, campionissimi, promesse. Una sfilza quasi infinita di nomi che, messi insieme, formano una squadra capace di ambire al titolo. Se il Genoa avesse avuto la forza di mantenere chi ha scoperto e valorizzato, lotterebbe costantemente per la Champions.

Dove sarebbe arrivato se…

Presupposto. Un gioco. E va preso come tale. Però, dove sarebbe arrivato, il Genoa, se avesse avuto la forza di trattenere Milito e Thiago Motta? E quante sgroppate avrebbe garantito Mimmo Criscito? E che catena avrebbe formato con Stephan El Shaarawy e Perotti? In panchina, per ogni evenienza, Pandev, Crespo e Palacio. Un attacco da gol a palate. E quante reti avrebbe subito la coppia centrale formata a Burdisso e Papastathopulos? Sorretti in mediana da un Kucka e Bertolacci o dal general Rincòn. E vogliamo dimenticare Sturaro e Veloso?

Discutibile quanto si vuole, ma con poche alternative.

L’era Preziosi, durata 15 anni, sarà stata anche e per certi versi discutibile, ma alla fine non gli si può negare di aver costruito tanti ottimi Genoa. Una squadra paragonabile, forse a un supermarket per le grandi. Del resto non poteva essere altrimenti. Montare e smontare la rosa, mantenendola competitiva anche per la zona Europa, in un campionato e in un mercato dominato dai soldi e dalle plusvalenze non era facile. Per niente. Difficile chiedere di più a chi ha saputo costruire, nel bene e nel male, una squadra competitiva scovando campioni in ogni dove e riciclando calciatori che sembravano finiti. Chi sa se con la nuova gestione si potrà ambire a qualcosa di diverso? Sognare è lecito, forse anche ingenuo. Però è bello immaginarsi un Genoa da scudetto, almeno sino a che non arrivano le “grandi”, e ti svegliano.