Redazione

Il Napoli senza Ghoulam è ben altra cosa. Il pareggio in casa del Chievo lascia in eredità la sensazione che, privata del suo esterno basso mancino, la squadra di Sarri soffra parecchio, soprattutto in fase offensiva.

Questione di fisicitá

Non era difficile immaginare che l’assenza di Ghoulam potesse incidere pesantemente sulla manovra. Il Napoli ha avuto difficoltà soprattutto nella trequarti offensiva, quando oltre alla tecnica è la capacità di lavorare sulle catene senza perdere mai le distanze, serve anche parecchia fisicità. Soprattutto quando si affrontano difese arcigne e organizzate come quella del Chievo. In questo senso, una cosa è giocare con un esterno abile, veloce, con cambio di passo e progressione. Un’altra invece proporsi con un esterno di grande senso attivo e piedi buoni, ma anche in evidente ritardo di condizione. Mario Rui gioca anche una discreta partita, ma non ha intensitá né gliene se può chiedere. Il portoghese cala alla distanza costringendo Sarri al cambio obbligato.

Cambio forzato con un adattato

Hysaj , per quanto brilli per abnegazione, sulla sinistra resta pur sempre un adattato. Un destro che gioca a sinistra è quasi dannoso. Nel momento in cui deve attaccare gli spazi nei tempi giusti, perde il tempo di gioco quanto basta per inceppare la manovra. Non a caso Insigne si è quasi sempre trovato da solo ed è stato facilmente accerchiato dalla difesa clivense, che senza troppe difficoltà ha sterilizzato la manovra offensiva azzurra.

Mario Rui va recuperato in fretta

La prima partita senza Ghoulam lascia in eredità, ove ce ne fosse bisogno, l’assenza di movimenti, corsa, falcata, sincronia. E, sopratutto, di triangoli e sovrapposizioni che possano liberare Insigne e Mertens al tiro. Nessuno, in rosa, è capace come Ghoulam di accompagnare una fase offensiva curata sin nei minimi particolari. Sarri dovrà lavorare presto e bene su Mario Rui per portarlo, perlomeno, al livello degli altri. Perchè da quella parte serve un mancino.