Redazione

La cura Giampaolo ha trasformato la Sampdoria, che adeso sogna legittimamente un campionto da zona Europa. I blucerchiati sono i “primi degli umani”. Non possono competere assolutamente con le prime cinque, ma possono giocarsi, e anche con buone probabilità di vincita, tutte le chance europee. Merito di un tecnico che ha rivitalizzato una squadra che ha delle ottime basi. Sono le intuizioni però, a fungere da discriminanti.

La rivoluzione “Zapateriana”

Entrambi i gol della Sampdoria nel derby nascono dal lavoro di Duvan Zapata. Un calciatore totalmente diverso dalle esperienze con Napoli e Udinese. Ha cambiato modo di giocare, muoversi e proporsi. Sia nei movimenti che nella finalizzazione. Sinora il colombiano ha sempre giocato da centravantone. Un ariete che doveva impegnare più uomini possibili. Giampaolo, invece, gli ha cucito addosso un vestito diverso: Zapata non è solo un punto di riferimento, ma di appoggio. Non più terminale, ma costruttore della manovra. Un cambiamento radicale che ne esalta le qualità. La Sampdoria gioca con due attaccanti puri e un trequartista che serve palla in verticale. Perfetto per il colombiano, che può dettare il passaggio o muoversi in profondità partendo da dietro. L’ordine è chiaro: Zapata riceve il pallone sempre faccia alla porta e attacca lo spazio. Per la serie: provateci, a buttarlo giù, quando parte palla al piede.

Quagliarella, una seconda giovinezza

Il calcio di Giampaolo privilegia moltissimo lo spazio e i tempi di gioco. Le sue squadre creano occasioni da gol sfruttando i movimenti senza palla. E quasi nessuno, come Quagliarella, è capace di trovare la via della rete attaccando il primo o il secondo palo, oppure staccandosi dal marcatore per farsi trovare libero per la conclusione. Giampaolo ha costruito un impianto di gioco che gli consente di muoversi sopratutto dalla trequarti in su, nel rispetto delle caratteristiche di un calciatore che ama ricevere il pallone sui piedi per inventare la conclusione personale. Duttile come pochi, Quagliarella è in grado di svolgere il ruolo di regista offensivo e di bomber con eguale efficacia. E i risultati si vedono. Già 7 gol in campionato.

Torreira: la grande intuizione

Il vero punto di forza della Sampdoria è il palleggio. Una squadra capace di giocare con il pallone e il cronometro, sfruttando piedi e testa superiori alla media. Torreira deve una carriera a Giampaolo, che lo ha trasformato da trequartista di talento a regista di spessore. Da centrocampista ha tutto: controllo di palla, dribbling, visione di gioco, geometrie e corsa. Nella Samp attrae il pallone e lo gioca scegliendo la soluzione più funzionale. Lega i reparti, apotema di un esagono  formato da quattro difensori e due mezzali. Un vero diamante, destinato a brillare in top club. Intanto se lo gode Giampaolo. Un tecnico troppo sottovalutato che sta prendendosi, negli ultimi anni, le giuste rivincite.