Redazione

Dalla Russia alla Russia. Gianluigi Buffon vuole chiudere il cerchio di una carriera straordinaria. Ha esordito in azzurro a Mosca e lì vuole chiudere venti anni di onoratissima e irripetibile carriera in nazionale. In mezzo, l’ostacolo Svezia. Se lo superasse (condizionale e scaramanzia sono d’obbligo) scriverebbe (ancora una volta) la storia: sarebbe l’unico giocatore ad aver giocato sei mondiali.

Dal 1997 al 2017: una storia infinita

Corre il 29 ottobre 1997. Si gioca l’andata di Russia – Italia, spareggio mondiale per il passaporto verso Francia ’98. Al 32′ Pagliuca deve alzare bandiera bianca. Entra un ragazzino poco meno che ventenne, con la faccia scanzonata e due “manone” grandi così. Nel gelo russo, rimane freddo. Salva più volte la porta azzurra e si arrende solo ad una sfortunata autorete di Cannavaro. Il resto…è storia. 7300 giorni dopo, è ancora lì, a difendere i pali. Da uomo maturo, capitano, simbolo e icona del calcio italiano. Ah, nel frattempo si è laureato Campione del mondo e ha vinto qualsiasi cosa. Oddio, gli manca la Champions, ma c’è tempo anche per quella, giusto prima dei mondiali.

L’ultimo dei…Mondiali

Gigi Buffon è l’unico superstite, dopo l’addio di Pirlo, dell’undici titolare che alzato al cielo la Coppa del Mondo a Berlino nel 2006. Non può ambire al bis. Del resto, è impossibile solo pensare di arrivare in fondo a una competizione che negli ultimi 12 anni ci ha visto due volte eliminati al primo turno e in “attesa” di una qualificazione che sembra non arrivare mai. In quella rosa c’era anche Andrea Barzagli, suo scudiero fedele. Il suo fisico da corazziere sarà assai utile contro i vichinghi. Qualora servissero i miracoli però, tutta l’Italia calcistica si appellerà a San Gigi Buffon: “Proteggici dai palloni malevoli, risolvi le mischie in area di rigore. Sia fatta la tua volontà nelle uscite in cielo e nelle prese a terra. E liberaci dall’incubo playoff”. E così sia.