Elisa Ferro Luzzi

Correva l’anno 1976. Andreotti era Presidente del Consiglio, nasceva il quotidiano la Repubblica e il Torino vinceva il suo settimo scudetto 27 anni dopo l’ultimo. Intanto Steve Jobs fondava la Apple, a Dublino nascevano gli U2 e gli Eagles pubblicavano Hotel California. In Italia veniva alla luce una generazione di talenti calcistici che nella storia recente non ha eguali e che quest’anno ha tagliato il traguardo dei fatidici 40 anni.

Totti e i suoi fratelli: generazione di fenomeni

L’unico di quella generazione che ancora indossa gli scarpini è Francesco Totti. Il capitano della Roma compirà 40 anni il 27 settembre. Nella Capitale ci si prepara per la grande festa di quello che è l’idolo indiscusso dei giallorossi, capace di passare tutta la vita nella squadra della sua città e di regalare ancora diverse gioie ai suoi tifosi. Artefice dello scudetto giallorosso del 2001, Totti ha vinto anche il Mondiale del 2006 con la Nazionale italiana. Avrebbe potuto vincere altro negli svariati club italiani ed europei che al tempo gli facevano la corte, ma ha preferito diventare icona e simbolo della squadra in cui è cresciuto. Dalla prossima stagione farà il dirigente.

Il 22 settembre 1976 è nato anche Ronaldo. Luiz Nazario da Lima. Il Fenomeno. Il due volte Pallone d’oro e due volte campione del Mondo con il Brasile, nonché colpo di mercato dell’Inter di Moratti, è stato uno dei giocatori più forti di tutti i tempi nonché uno dei più veloci della storia, capace di raggiungere una velocità massima di 36 km/h.  Nel suo ampio repertorio tecnico rientravano finte, dribbling, doppi passi. La sua carriera è stata però costellata da tanti infortuni. Ha lasciato il calcio giocato nel 2011. Successivamente ha fondato la 9ine Sport & Entertainment, una società di sportmarketing che si occupa della gestione dell’immagine di calciatori e sportivi brasiliani. E’ entrato a far parte del consiglio di amministrazione del Comitato Organizzatore Locale brasiliano per il Mondiali che si sono svolti in Brasile nel 2014. Ha acquistato il 10% delle quote del Fort Lauderdale Strikes, club militante nella North American Soccer League. L’anno scorso ha annunciato che non intraprenderà la carriera di allenatore ma che fonderà un’accademia giovanile negli Stati Uniti.

Ronaldo oggi

Ronaldo

Andrij Shevchenko è nato il 29 settembre 1976. Lanciato dal colonnello Lobanovsky, ha scritto pagine e pagine di storia del calcio ucraino e del Milan. Alla corte di Berlusconi si è aggiudicato per due volte il titolo di capocannoniere della Serie A e ha vinto un campionato, una Champions ed una Supercoppa europea. Oltre al Pallone d’Oro nel 2004. Dopo il ritiro avvenuto nel 2012, ha intrapreso la carriera politica in Ucraina con scarsi risultati. E’ entrato a far parte dello staff della nazionale quest’anno e in estate è diventato ct portandosi dietro gli ex milanisti Tassotti e Maldera.

Shevchenko ct dell'Ucraina

Shevchenko ct dell’Ucraina

E’ uno dei difensori più forti che il calcio abbia mai visto. Alessandro Nesta, 19 marzo 1976, è stato l’idolo indiscusso della Lazio, società in cui è nato e cresciuto e di cui è stato il capitano più vincente (sette trofei conquistati, tra cui lo storico scudetto del 2000). Fino alla cessione al Milan nel 2002 a causa dei debiti della società capitolina. Con i rossoneri ha vinto due scudetti e due Champions, è stato Campione del Mondo con l’Italia nel 2006 a Berlino. Ha lasciato poi l’Italia per giocare prima nel Montreal Impact e poi nel Chennaiyn dove ha chiuso la carriera. Dal 2015 allena il Miami FC di Paolo Maldini.

Nesta allenatore del Miami FC

Nesta allenatore del Miami FC

Clarence Seedorf, 1 aprile 1976, da calciatore, ha alzato la Coppa dalla grandi orecchie ben quattro volte. Con tre squadre diverse: Ajax, Real Madrid e con il Milan due volte. Grazie alla sua completezza e alla sua potenza, Seedorf è stato in grado di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo ed è stato fondamentale per i due scudetti che ha vinto con il Milan. Ha chiuso la carriera al Botafogo. Nel gennaio del 2014 è diventato l’allenatore del Milan ma con scarsi risultati, tant’è che a fine stagione ha lasciato il posto a Pippo Inzaghi. Da luglio 2016 è il nuovo tecnico dello Shenzhen, club cinese che milita nella China League One.

Seedorf allenatore del

Seedorf allenatore dello Shenzhen

Patrick Vieira, 23 giugno 1976, ha vinto tre Premier League con la maglia dell’Arsenal, un campionato italiano con il Milan e tre con l’Inter. Oltre ad un Mondiale ed un Europeo con la Francia. Nel 2010 ha appeso gli scarpini al chiodo ed è subito entrato a far parte dello staff dirigenziale del Manchester City in qualità di allenatore delle giovanili. In molti lo avrebbero voluto ad allenare la prima squadra. Quest’anno si è trasferito anche lui negli States e allena il New York City FC.

Vieira allenatore del New York City

Vieira allenatore del New York City

Michael Ballack, 26 settembre 1976, è considerato uno dei giocatori tedeschi più forti della sua generazione. In Germania è stato soprannominato Der Capitano ed è stato idolo indiscusso dell’intera nazione al pari di Michael Schumacher. Addirittura, la cancelliera Angela Merkel per spiegare la rinascita economica della Germania dichiarò “Io sono Ballack”. Centrocampista, ha vinto quattro campionati tedeschi (uno con il Kaiserslautern e tre con il Bayern) ma è stato spesso chiamato anche “Eterno secondo” a causa degli innumerevoli secondi posti collezionati soprattutto con la maglia della Germania. Nel 2012 si è ritirato dal calcio giocato, è tornato in campo in occasione della sua gara d’addio, organizzata a Lipsia nel 2013 a cui hanno preso parte numerose stelle dello sport.

Ballack

Ballack

Emerson Ferreira da Rosa o più semplicemente Emerson, 4 aprile 1976, è stato uno dei centrocampisti più forti al Mondo. Soprannominato “Il Puma”, ha maturato una grande esperienza internazionale vestendo le maglie di Leverkusen, Roma, Juve, Real Madrid e Milan. Soprattutto con la Roma ha fatto molto bene, contribuendo a regalarle lo storico scudetto del 2001. Ha conquistato lo scudetto anche con la Juventus, ma è stato revocato per i fatti di Calciopoli. L’unico rammarico della sua carriera è non aver partecipato al Mondiale vinto dal Brasile nel 2002 a causa di un infortunio alla spalla rimediato facendo il portiere in allenamento. Il capitano della Selecao in quella occasione doveva esser lui, invece la Coppa del Mondo l’ha alzata al cielo Cafu. Ha chiuso la carriera nel Santos e nel 2010 ha dichiarato di aver iniziato un corso da direttore sportivo.

Emerson

Emerson