Redazione

Non si può allenare un club ed inimicarsi i cinque migliori giocatori. Chiaro, limpido, logico. L’esonero è una decisione consequenziale e praticamente inevitabile. Ancelotti lo ha capito ed ha evitato polemiche inutili, salutando tutti e ringraziando il Bayern Monaco per avergli permesso di entrare a far parte della storia del club più titolato di Germania. Ora la palla tocca a Sagnol e Carletto può serenamente decidere se aspettare qualche chiamata o godersi una stagione di meritata vacanza. Ma una domanda resta. Chi sono i cinque migliori giocatori che hanno determinato la caduta del re? Chi ha tradito Carletto Ancelotti?

Thomas Müller

Questa è una certezza. La pietra dello scandalo, il motivo del contendere. La bandiera del club accantonata dall’allenatore straniero. Le prime lamentele che hanno fatto scricchiolare la panchina del tecnico italiano sono state quelle dell’attaccante, che non si è mai sentito al centro del progetto di Ancelotti, nonostante una percentuale di partite giocate che sfiora i tre quarti del totale. Eppure il rapporto non è mai decollato e molti dei problemi di Carletto con la squadra e con la dirigenza sono partiti da lì.

Frank Ribery e Arjen Robben

L’età avanza per tutti, anche per chi è stato fondamentale per le sorti del Bayern pigliatutto di qualche anno fa. A trentaquattro e trentatré anni non si può pretendere di essere sempre protagonisti, anche a scapito di nuove leve che magari non saranno dei fenomeni di tecnica, ma che atleticamente sono un passo avanti. Ancelotti ha spesso spedito in panchina il francese e l’olandese e i due non l’hanno presa certo bene. A diretta domanda, Robben ha nicchiato sul supporto della squadra al tecnico. Ma del resto Giulio Cesare insegna, ogni congiura ha bisogno dei suoi senatori.

E gli altri? Chi era contro Ancelotti?

Qui entriamo nel campo delle ipotesi, perchè Hoeness non ha ovviamente fornito i nomi dei famosi cinque. I primi tre sono immaginabili, i restanti due sono in una rosa più ampia. Chi manca alla lista? Neuer, che ora è infortunato, ma che di certo non ha problemi di posto in squadra. Boateng, che spesso è rimasto fuori per far posto a Sule. Hummels, tornato in Baviera da campione ma mai schierato con continuità tra infortuni e scelte tecniche. Rafinha, che non giocava neanche con Alaba reduce da una malattia tropicale. Lewandowski, apatico fino all’estremo e non più il cannoniere implacabile visto negli scorsi anni. Ci sarebbe da scegliere e forse il numero dei congiurati supera di parecchio il cinque. Non lo sapremo mai, anche si certo Carletto qualche idea ce l’ha. Ma ora conta il giusto. Monaco è il passato e a Re Carlo non ci vorrà molto prima di trovare un nuovo trono.