Matteo Muoio

E’ cresciuto Serge Gnabry, in tutto. Quel talento incostante, che a Wenger sembrava troppo difficile da sgrezzare, ha finalmente convinto tutti. La vita calcistica del giovane tedesco – di origine ivoriane – è cambiata da così a così nel giro di un anno. In questi giorni è impegnato con l’ u.21 teutonica all’Europeo di categoria, dodici mesi fa diventava un giocatore del Werder dopo una sfortunata parentesi in prestito al WBA. Ai biancoverdi bastarono 5 milioni per strapparlo all’Arsenal, che lo aveva prelevato a 16 anni dallo Stoccarda. Ad agosto figura tra i componenti della selezione olimpica tedesca, con cui conquista l’argento e il titolo di capocannoniere della competizione. Poi, in patria, rinasce. Una stagione importante, 11 gol e 2 assist, gli occhi delle big che gli tornano addosso. A novembre l’esordio con tripletta – contro San Marino – in nazionale maggiore. Se l’è aggiudicato il Bayern per soli 8 milioni; a tanto ammontava la clausola rescissoria nel contratto. Un vero affare, considerando età e potenziale. Non rimarrà in Baviera, perchè se è vero che Robben e Ribery sono prossimi al pensionamento e Douglas Costa è sul piede di partenza, è vero pure che Ancelotti ha chiesto almeno un top player del ruolo. Meglio un altro anno da protagonista, meglio ancora se all’Hoffenheim del maghetto Nagelsmann, che con i giovani – o coetanei – lavora benissimo. Si trasferirà in prestito, un gentlemem agreement raggiunto nell’operazione che ha portato Rudy e  Süle a Monaco. Avrà modo di esprimersi in un contesto ideale e di giocare la Champions.

Gnabry e Ozil

Serge Gnabry: il rimpianto di Wenger

Il primo a crederci fu l’alsaziano, che nel 2011 fece spendere alla società 100.000 sterline per prelevare un giovanissimo Gnabry dallo Stoccarda. Per il tedesco l’esordio in prima squadra arriva nel settembre 2012, a 17 anni, nel match di Coppa di Lega contro il Coventry, nel marzo successivo la prima in Premier: 5′ contro lo Stoke. Intanto incanta con la formazione giovanile. Più spazio nel 2013/2014, dove colleziona 14 presenze fra tutte le competizioni – Champions compresa – riuscendo pure a trovare il primo gol nel match vinto per 2-1 in trasferta contro lo Swansea. Sembra l’inizio di un’ascesa inevitabile, invece no. Un serio infortunio, incomprensioni con Wenger, concorrenza spietata: Gnabry sparisce dai radar e nel 2014/2015 non gioca nemmeno una partita in prima squadra. Si decide per il prestito al West Bromwich Albion ma anche lì non trova spazio, collezionando solo 3 presenze in tutto l’anno. Bravi i dirigenti del Werder a crederci e ad aggiudicarsi a prezzo di saldo un talento purissimo, un po’ meno nell’inserire una clausola rescissoria veramente irrisoria

Gnabry in azione con l’u.21 tedesca

CARATTERISTICHE
Gnabry continua e, in qualche modo evolve, la fortunata generazione di fantasisti-esterni offensivi sfornati negli ultimi 6-7 anni dalla nuova scuola tedesca. Se in principio fu Özil, un ibrido, Götze e Draxler hanno spianato la strada battuta poi da elementi come Meyer, Goretzka – trequartisti puri – o nuovi interpreti del ruolo come Sanè e lo stesso Gnabry. Serge, fino a qualche mese fa, era diversi gradini più in basso rispetto agli altri, sta recuperando posizioni. E’ un velocista puro, ha praticato la disciplina da ragazzino fino agli 11-12 anni, quando si è dedicato esclusivamente al calcio. E’ piccolino – 173 cm – ma tonico e potente, resiste ai colpi e non ha paura dello scontro fisico col difensore. Dà il meglio partendo da sinistra per rientrare sul piede forte, il tiro a giro è una delle sue armi migliori, negli ultimi mesi al Werder si è rivelato pure un’ottima seconda punta. Imprendibile nell’1 contro 1, è migliorato tantissimo nell’ultimo passaggio e sotto porta. A 8 milioni il Bayern ha fatto un colpaccio, visto che il valore stimato dal fedele Transfermarkt è di 15 milioni e quindi il prezzo di mercato può benissimo attestarsi sui 20-25. Un anno con Nagelsmann, poi farà le fortune di Ancelotti.