Redazione

Se non è fatta, ci manca davvero poco. In pura teoria, il 4-1 dell’andata dei playoff tra Croazia e Grecia potrebbe permettere alla federazione croata di prenotare già voli e alberghi per la Russia, ma com’è che si dice, la prudenza non è mai troppa. Agli ellenici ci vorrebbe un 3-0, che per le capacità offensive di Manolas e compagni sembra più vicino ad un miracolo che una reale possibilità. Ma quando c’è di fronte la Croazia, forse la squadra più umorale del Vecchio Continente, non è il caso di farsi troppi calcoli. Il visto per Mosca, con tutta probabilità, arriverà, ma se gli slavi disconnettono il cervello, tutto può accadere.

Croazia, da esordi da sogno…

Del resto la storia della Nazionale croata, riammessa nella FIFA nel 1992 dopo la disgregazione della ex-Jugoslavia, è un incredibile viaggio sulle montagne russe, tra imprese incredibili e blackout assolutamente inspiegabili. Esordire agli Europei arrivando ai quarti di finale, ma soprattutto ai Mondiali acciuffando il terzo posto e rischiando di andare in finale, è qualcosa che difficilmente era riuscito a qualche altra compagine. Del resto, la generazione di fenomeni (Suker, Boban, Prosinecki e compagnia bella) era pur sempre parte di quella Jugoslavia capace di vincere il Mondiale Under-20.

…a delusioni da incubo

Ma dalle stelle alle stalle il passaggio è particolarmente rapido, come dimostrano la mancata qualificazione a Euro 2000 e le prestazioni che potremmo definire sotto il par degli ultimi anni sia in campo europeo che nelle rassegne iridate, nonostante dei valori tecnici sempre al di sopra della media delle nazionali continentali. Nel 2010, al netto della presenza in rosa di Mandzukic, Olic, Modric ed Eduardo, il biglietto per il Sudafrica non è neanche arrivato nella sede della Federcalcio. E se perdere contro i maestri inglesi ci può stare, farsi rubare il secondo posto, quello per i playoff, dall’Ucraina è segno che la Croazia è davvero capace di qualsiasi cosa.

La Grecia segna troppo poco per sperare?

Non per questo le speranze della Grecia sono destinate ad aumentare, anzi. Gli ellenici subiscono poche reti (anche se le 4 rimediate in Croazia sembrano smentire questa teoria), ma hanno realizzato solo 17 gol in un girone in cui persino l’Estonia è stata in grado di farne 13. Il bomber della nazionale è Mitroglu, poco più di dieci marcature in oltre cinquanta presenze. E considerando che il secondo in graduatoria è Torosidis, che di mestiere fa il terzino, è facile comprendere come ad Atene stiano già pensando al rinnovamento tecnico della Federazione e alle qualificazioni per Euro 2020. Ma mai dire mai. Dall’altra parte c’è pur sempre la Croazia. Nel bene e nel male.