Mattia Deidda

Manchester is blue. Il City vince il derby contro lo United e regala al campionato uno strappo impronosticabile. Una partita che non ha rispettato le attese: piena di errori sia da una parte che dall’altra.  Nell’ottica generale, però, il Manchester City ha meritato la vittoria, dominando il campo e sprecando più di qualche palla per chiudere l’incontro. Per i blu di Manchester è un impresa storica: quattordicesima vittoria consecutiva in campionato (record), ottenuta in uno stadio dove in questa stagione Mourinho aveva subito un solo gol in sette gare, vincendole tutte. Old Trafford terra di conquista, e a sventolare insieme allo stemma del City c’è anche la bandiera brasiliana. Fernandinho è l’uomo più importante della squadra.

L’uomo dell’equilibrio

A trentadue anni, il brasiliano sta vivendo la sua migliore stagione da professionista. Si direbbe che Guardiola lo stia aiutando (finalmente) a trovare la sua dimensione, ma forse è il brasiliano che sta aiutando il tecnico a trovare il giusto equilibrio. Fernandinho è l’uomo in più del Manchester City. Capace di reggere il reparto da solo, è l’unico centrocampista centrale di ruolo su cui Guardiola fa pieno affidamento. Difficile dargli torto: l’ex Shakhtar Donetsk è l’unico motivo per cui il City può permettersi di schierare in campo cinque giocatori offensivi . De Bruyne, David Silva, Sterling, Sané e Gabriel Jesus (o Aguero). Tutti calciatori con spiccate doti offensive, che riescono a convivere dentro il campo senza sbilanciare la squadra. Se poi si aggiungono le sortite offensive dei terzini, si capisce come Fernandinho sia il vero ago della bilancia dei Citizens.

Jolly in campo

La partita di Fernandinho giocata contro il Manchester United è stata la migliore della stagione. Gara iniziata da centrocampista, poi difensore centrale al posto di Kompany. Quindi una volta ritrovato il vantaggio di nuovo centrocampista. Infine, nel recupero, a lottare sulle palle alte (vincendo) contro Ibrahimovic, non proprio l’ultimo arrivato. Una prestazione in grado di mettere in ombra giocatori come David Silva o Sterling. In aggiunta alla doppia parata di Ederson su Lukaku e Mata nel finale di gara, il Manchester City, per una notte, può pensare di aggiungere un po’ di verde e oro nel proprio stemma.