Redazione

Qualificazioni finite per la Slovacchia. Marek Hamsik ha fatto tutto ciò che poteva: trascinato, quasi di peso, la sua Nazionale al secondo posto del girone, dietro l’Inghilterra. Il massimo possibile in un girone in cui era davvero complicato centrare il pass diretto per la Russia. La Slovacchia deve attendere il conforto dell’aritmetica per prepararsi ai play off. L’ultima carta mondiale si gioca fra un mese. Nel frattempo, Hamsik deve pensare al Napoli. C’è un primato da preservare, e, se possibile, puntellare.

Sogno scudetto mai così vicino

Hamsik ha pochi dubbi: è convinto che sia il Napoli più forte da quando è in riva al Golfo. E ne è passato di tempo. 10 anni e 114 gol. Il record di Maradona è vicino, ma non è il caso di pensare ad accostamenti. Piuttosto, a successioni. Dal Napoli di Diego a quello di Marekiaro sono passati 30 anni. Un’attesa infinita. Hamsik se l’è presa…comoda prima di sbloccarsi. Adesso è pronto.

Il momento di vincere

Sarri lo ha atteso. Qualcuno ha anche provato a montare un caso. La piazza però ha saputo resistere alla tentazione di discutere il simbolo della squadra. Anche fosse successo, il capitano azzurro ha le spalle larghe: e le critiche gli sono scivolate addosso. O sono state trasformate in energia positiva. E il tecnico toscano lo ha saputo gestire: sostituito per preservarlo, più che per punirlo. Quanto il rendimento è tornato all’altezza, non ci sono stati problemi.

Esami di ottobre

Meglio cosi. Il Napoli ha assoluto bisogno del suo capitano, in un momento particolarmente delicato. Ottobre può essere decisivo. Roma, Manchester City, Inter. Un banco di prova assolutamente indicativo per testare ambizioni e reali possibilità di una squadra capace, sinora, di percorrere il percorso netto. Adesso il gioco si fa duro: il Napoli ha bisogno di Hamsik. É l’anno giusto per vincere. E il numero 17 ne è consapevole.