Redazione

Inter in testa alla classifica. Cinque mesi dopo è tutta un’altra storia. Punteggio pieno dopo quattro partite. Inizio da sogno: una vittoria di squadra, ma questa volta emerge il singolo: Handanovic è stato decisivo nel negare due volte il gol del vantaggio al Crotone. Provvidenziale su Tonev, miracoloso su Rohden. Due interventi che valgono 1,5 punti a testa. La rivoluzione spallettiana coinvolge anche l’estremo difensore nerazzurro, assolutamente impeccabile in questi primi 360′ di campionato.

Da Crotone a…Crotone

Senza le prodezze del suo numero uno, l’Inter probabilmente sarebbe andata sotto nel punteggio. Tant’è: il portiere è lì per parare e Handanovic sta ritrovando la forma dei tempi migliori. Da Crotone a Crotone, quanta differenza. Lo scorso anno il portiere nerazzurro ha assaporato una delle più profonde amarezze della carriera nerazzurra. Due gol in un tempo, firmate da Falcinelli libero di imbucarsi e scorrazzare nelle praterie lasciate da una squadra disunita e poco organizzata. Da aprile a settembre, però, qualcosa è cambiato. Soprattutto perché davanti ha una linea difensiva finalmente degna di questo nome.

Grande concentrazione

Il Crotone non ha creato tantissime occasioni da gol, ma ha impegnato Handanovic perché le poche conclusioni erano tutte dirette nello specchio della porta e non proprio in condizioni agevolissime. Un’ uscita ad accorciare i tempi e chiudere la porta sul portatore di palla e un’altra di puro istinto su conclusione ravvicinata. Due interventi profondamente diversi ma che richiedono assoluta concentrazione. La sensazione è che Handanovic sia  molto più  presente a sè stesso. Ovviamente, si sente più protetto. Lo scorso anno ha vissuto domeniche da orsetto del Luna Park, più che da portiere dell’Inter. Ed è altrettanto innegabile che anche lui scenda in campo con uno spirito diverso. Guida la squadra, i compagni, detta i movimenti. Tutta molto diverso rispetto a pochi mesi fa quando anche Handanovic, per certi versi, si è unito all’abulia generale.

Contratto in scadenza e futuro da valutare

Il contratto di Handanovic, anni 33, scade nel 2019. E da ambo le parti non c’è fretta per il rinnovo: il portiere vuole capire cosa farà la sua Inter da grande. Com ogni pobabilità rientrerà in Champions, ma resta da capire quali siano le reali ambizioni di una società che ha costruito una squadra solida e funzionale ma che dovrà, per forza di cose, arricchirsi di top player per tornare competitiva anche in ambito internazionale. Nel 2020 Handanovic avrà 36 anni, quanto basta per pensare anche ad un addio: e a quel punto l’Inter potrebbe affiancargli un giovane di belle speranze cui lo sloveno faccia da chioccia. L’idea è Meret, seguita da Cragno, anche se non si abbandona la pista che porta a Perin.