Redazione

“Giocherò fino a 40 anni”. Spalletti l’aveva già sentita, a Roma. E si sa come è andata a finire. Questa volta però, pensieri e parole sono di Samir Handanovic, ritrovatosi sotto la cura del tecnico di Certaldo e divenuto quasi imperforabile, complice l’aiuto di Miranda e Skriniar.

Una svolta inaspettata

Nel maggio del 2015 Handanovic era a fine contratto e a metà del guado. 31 anni, due milioni di stipendio e nessuna squadra realmente decisa ad investire cifre importanti su di lui. Un abbocco della Roma, poi nient’altro. I compratori volevano uno sconto, che l’Inter non voleva né poteva concedere. É rimasto a Milano ed è divenuto, come gli altri, uno dei simbolo del decadentismo nerazzurro. Princìpi di mal di schiena, per tutte le volte che si è trovato costretto a chinarsi a raccogliere il pallone in fondo alla rete. Poi, l’arrivo di Spalletti e un 4-2-3-1 molto difficile da scardinare. Certo, anche la fortuna ci ha messo del suo (5 pali a favore su sette partite, se non è record poco ci manca) ma Handanovic, anche quando è stato severamente chiamato in causa, ha sempre risposto presente.

Cosa è successo?

Handanovic ha mantenuto le sue caratteristiche pressochè intatte: attacca la palla, è coraggioso nelle uscite e molto reattivo fra i pali. Semplicemente non recita più il ruolo dell’orsetto del luna park, grazie ad una squadra che gioca molto più stretta e corta, costringendo gli avversari a soluzioni complicate. Lo scorso anno, complice una disorganizzazione evidente, si ritrovava in situazioni oggettivamente insostenibili. In questa stagione, sinora, i suoi interventi, seppur decisivi, sono stati molto più rari rispetto allo scorso anno. L’Inter, nella speciale classifica delle parate, si piazza al 16 posto. Dietro, Juventus, Milan e Napoli. Evidentemente dunque, il peso specifico del portiere di Lubiana ha un’incidenza maggiore perché non è cambiata la media/parate, bensì il quoziente sui tiri subiti. E ora, pare, arriverà il rinnovo. Giocare fino a quarant’anni? Perchè no? A un Handanovic così, si può anche concedere una deroga…