Vincenzo Marangio

Brutto, grasso e cattivo. Quando il partner ti tradisce, si sa, improvvisamente cambia aspetto ai tuoi occhi e riesci persino a convincere gli altri che sia così. È la storia di Gonzalo Higuain che, da quando ha salutato Napoli per andare, udite udite, alla Juventus, è diventato bersaglio di una tifoseria, quella napoletana, che si è sentita tradita e che, in qualche modo, ha influenzato anche una parte della stampa e qualche addetto ai lavori.

I numeri parlano chiaro

La verità, quella spogliata dai condizionamenti da tifo, è che Higuain non è diventato né brutto, né grasso né cattivo, in fondo lo suggeriscono anche i numeri: l’ultima stagione con il Napoli ha messo il record di 36 reti in campionato e 38 stagionali, la prima stagione alla Juventus (con annesso il tempo di ambientamento in una squadra completamente diversa) lo ha portato a mettere a segno 32 reti stagionali. Il classico lupo che non perde il vizio.

Stesso Higuain, cambiano le squadre

Quest’anno il Pipita ci ha messo un po’ di più ad entrare in condizione, è vero, ma chi giudica questo tipo di giocatore soltanto dai gol commette un errore. Higuain adesso ha 29 anni e gioca in una squadra che ha un’identità completamente diversa dal Napoli e questa è una variabile da tenere assolutamente in considerazione. Al Napoli il Pipita era il terminale di una manovra disegnata perfettamente da Sarri; la Juventus lo ha preso per i suoi gol, è vero, ma non gli ha mai chiesto di fare solo quelli.

Juventus brutta, sporca e vincente

Quando sei nel club bianconero tutti devono fare anche tanto lavoro sporco, perché i successi in questo club hanno capito che vanno costruiti anche così, senza necessariamente specchiarsi, ma correndo, sudando, sacrificando la gloria personale in virtù della gloria di squadra. Essere disposti ad apparire brutti, sporchi e cattivi, ma necessariamente vincenti. Tanti gol si, ma pochi e pesanti sono meglio.

Contro lo Sporting, la Juventus e Higuain sono stati esattamente così, forse anche troppo brutti per essere veri ma nella “bruttezza” la Juventus ha costruito un successo pesantissimo e Higuain ha convinto i suoi tifosi che lui è più maturo e adesso può esaltarli e aiutarli a vincere anche senza segnare tante  reti. Esattamente come Mandzukic, anteponendo la gloria personale alla gloria di squadra.