Redazione

Una Juve bellissima: la migliore della stagione. La squadra corre, il Toro arranca e, come spesso succede, non c’è partita. Il derby è appannaggio dei bianconeri e lascia in eredità la sensazione che questo Higuain potrebbe faticare, e non poco, a ritrovare il posto da titolare.

Turnover e leggerezza…

La Juventus ha ruotato sei uomini rispetto a mercoledì scorso e i risultati si vedono: la squadra è in condizione. Come direbbe Allegri, una Juventus “che sta zitta e che corre”, come il suo simbolo Matuidi, una diga quasi insuperabile in mezzo al campo. Corre anche lì avanti, e, senza troppe chiacchiere, ci riesce senza Higuain. Mandzukic è tutta un’altra cosa. Il croato offre profondità, si butta negli spazi e va a pressare qualunque maglia granata in possesso di palla. Un lottatore divenuto ormai un idolo assoluto dei tifosi.

SuperMario oscura il Pipita

La Juventus, con Mandzukic, gioca meglio. Trova fluidità di gioco e facilità di manovra. L’ex centravanti del Bayern Monaco aiuta molto di più  la squadra. Sponde per Douglas Costa e Cuadrado che, giovandosi dei suoi tocchi e dei suoi appoggi, riescono a muoversi con grande facilità. La presenza di Mandzukic favorisce il movimento delle ali e, spostando la linea difensiva, favorisce gli spazi dove la “Joya” si può inserire e far male, anzi, malissimo. Il primo gol è la quintessenza della bontà delle scelte di Allegri. Mandzukic spinge e allunga e allarga le maglie difensive del Toro. Fra le linee si inserisce Dybala che punisce senza pietà. Mandzukic, fra l’altro, è utile anche in fase difensiva. Arretra e difende come uno stopper vecchia maniera, saltando sui calci d’angolo. Rincorre l’uomo, resta sempre dietro la linea del pallone ed ha fiato e gamba sufficienti per percorrere 60-70 metri di campo senza perdere lucidità di esecuzione e visione del gioco.

Anche Dybala è più “leggero”

Se Mandzukic è il braccio armato del 4-2-3-1 versione 2.0 di Allegri, Dybala è la variabile anarchica che regala spettacolo e gol. Un’altra doppietta, con cui siamo a quota 10 in campionato in 6 partite. Roba da 65 gol a stagione. Il ragazzo ha ormai piena coscienza di sé stesso ed è in totale stato di grazia. Ha la consapevolezza di avere i “gradi” giusti anche per “soffiare” il pallone al Pipita che stava provando a insaccare il 4-0. Un piccolo sgarbo che probabilmente sarà salutare per Higuain, già abbastanza punto nell’orgoglio dalla panchina. Basta mettersi nei suo panni: ha notato che la squadra gioca meglio senza di lui. Si è visto soffiare il pallone del possibile 4-0. Quanto basta per “arrabbiarsi” il giusto e trovare gli stimoli per tornare ad essere l’implacabile bomber delle stagioni scorse. Allegri e la Juventus, in fondo, non aspettano altro.