Redazione

Preso in giro, altrochè. Higuain risponde a modo suo. Sbloccando, dopo appena 480 secondi dal suo ingresso, una partita che stava prendendo una bruttissima piega. La Juve ritrova il suo pipita e festeggia tre punti fondamentali

Primo tempo abulico, poi ci pensa Higuain

Non è stata una bella Juventus. Non lo è mai, a dirla tutta, però in una serata particolarmente storta capita che la strada si inerpichi sino a diventare impervia. Squadra imballata, lenta e prevedibile, greci che si difendono senza grandi problemi Serve la zampata, il tocco di chi è in grado di decidere la partita. Allegri decide, chi sa con quanta convinzione di giocarsi la carta del Pipita. E questa volta è l’idea vincente: l’argentino risponde presente

Mai dare per morto un campione ferito

I complimenti a fine partita di Gigi Buffon testimoniano ciò che pensano i compagni di lui. Un campione: mai dare per morto un campione ferito nell’orgoglio. Higuain resta il migliore, per distacco, dei centravanti (puri) delle serie A. Con l’Olympiakos ha fatto ciò che gli riesce meglio. Segnare. Certo, ha il suo carattere(accio) in campo e i suoi limiti. Si innervosisce se non segna, soffre la competizione e regala sempre il primo mese di campionato agli avversari perchè fatica a entrare in forma. Poi, come ogni anno, inizia a far gol e non si ferma più.

Senza si gioca meglio? I conti tornano sempre

I più accaniti detrattori dicono che senza di lui la Juve ha stravinto (giocando bene) il derby. E allora? Alla fine i conti tornano sempre: lo scorso anno ha timbrato 32 reti. Eppure è bastato un gol in quattro partite, per apre il caso. Chiuso questa sera. Higuain, ha ragione Allegri, non sarà mai un problema. Chi ce lo ha lo aspetta, al massimo lo centellina. In questo senso, ha avuto ragione Allegri. Higuain, seppure non in forma, non è né sarà mai un problema. Al massimo, lo è per gli altri.