Francesco Cavallini

Non è una partita come le altre. Sembra una frase fatta, eppure chi il derby lo vive 365 giorni l’anno può garantirvi che è effettivamente così. La stracittadina della Capitale è certamente il cuore del campionato di Roma e Lazio, i due giorni in cui le squadre si affrontano per la supremazia, per l’onore, per la gloria, sono segnati ogni anno sul calendario di ogni tifoso. Poi ci sono stagioni speciali, come quella in corso, in cui l’evento raddoppia. E raddoppiano anche i ricordi, le chiacchiere, gli sfottò e tutto ciò che rende il derby di Roma un match unico.

Ognuno ha il suo derby preferito. Magari il primo visto allo stadio, una vittoria in rimonta o un pareggio insperato raggiunto negli ultimi secondi. Fare una classifica sarebbe sacrilego e scontenterebbe tutti. Ma possiamo comunque ricordarne alcuni, in rigoroso ordine cronologico, tra quelli degli ultimi vent’anni. Di certo in questa lista sia romanisti che laziali troveranno ricordi felici…

29/11/1998 – LAZIO-ROMA 3-3

Calcio champagne all’Olimpico per il derby di andata della stagione 1998-99. La Lazio di Eriksson, che a fine anno sfiorerà lo Scudetto e trionferà in Coppa delle Coppe, affronta la seconda Roma di Zeman. I giallorossi iniziano alla grande e Favalli deve salvare sulla linea per impedire a Tommasi di portare in vantaggio la Roma dopo neanche dieci minuti. A rompere l’equilibrio ci pensa un quarto d’ora dopo Marco Delvecchio, imbeccato da un gran cross filtrante di Pierre Wome. Tre minuti dopo inizia il Mancini-show. Il numero dieci della Lazio pareggia i conti con uno splendido sinistro al volo dopo aver evitato di finire in fuorigioco e nel secondo tempo trafigge ancora Chimenti deviando con l’esterno destro una punizione del solito Mihajlovic. Il doppio giallo a Petruzzi e il rigore di Salas sembrano scrivere la parola fine, ma la Lazio non ha fatto i conti con una Roma estremamente combattiva. I giallorossi si riavvicinano con Di Francesco che conclude sotto misura dopo un numero di Totti in area laziale. Per il ragazzo di Porta Metronia arriva anche la gioia della prima rete nel derby, quando riceve un pallone recuperato da Delvecchio e schiacciando a terra la conclusione scavalca Marchegiani. Ci sarebbe spazio anche per il 3-4 dello stesso Delvecchio, ma la rete dell’attaccante giallorosso viene annullata dall’arbitro Farina, che aggiunge anche un pizzico di polemica ad una partita già leggendaria.

29/04/2001 – ROMA-LAZIO 2-2

Un derby che vale uno Scudetto. In un Olimpico strapieno e con due coreografie che, a modo loro, entrano entrambe nella storia, la Roma di Capello ha il match point per eliminare la Lazio dalla lotta al vertice e mettere una seria ipoteca sul campionato 2000-01. Il primo tempo riflette l’importanza del match. La partita è molto nervosa, ricca di falli e povera di emozioni. A scaldare la Curva Sud ci pensa a inizio ripresa Gabriel Omar Batistuta, che con l’esterno destro scaglia in rete un cross di Delvecchio, andando a festeggiare sotto i suoi tifosi con l’ormai celebre gesto della mitraglia. Ed il solito Delvecchio raddoppia, con un sinistro al volo in scivolata su pregevole assist di Cristiano Zanetti. Quando manca poco meno di un quarto d’ora alla fine, mentre molti tifosi biancocelesti stanno già uscendo dallo stadio, Pavel Nedved fulmina Antonioli dal limite dell’area con una splendida volée e regala al derby un finale incandescente. Nell’ultimo disperato assalto laziale, proprio alla fine dei cinque minuti di recupero concessi da Braschi, Lucas Castroman si lancia sulla ribattuta di un corner e con un rasoterra gela i tifosi giallorossi. Per la Lazio questo 2-2 sarà però una vittoria, anzi un pareggio di Pirro, dato che non impedirà alla Roma di laurearsi campione d’Italia.

derby curve divise

La curva sud della Roma in occasione di un derby del 2013.

10/03/2002 – LAZIO-ROMA 1-5

Un sogno o un incubo, dipende da che lato la si veda. La Roma di Capello strapazza la Lazio di Zaccheroni con un risultato che entra nella storia. Eroe della serata è Vincenzo Montella, che con un’impresa senza precedenti firma un poker memorabile. La prima rete è l’emblema della partita, tra il momento di grazia giallorosso e la serataccia biancoceleste. Totti libera di tacco Candela, che crossa d’esterno pescando l’Aeroplanino, che a sua volta anticipa Nesta e gira in rete di testa. Al ventinovesimo ancora protagonisti i due capitani. Totti parte dalla metà campo e dopo aver saltato due avversari scaglia un violento diagonale. Peruzzi ci mette la mano destra, ma sulla ribattuta Nesta non è reattivo. Ne approfitta il solito Montella per il doppio vantaggio della Roma. Prima dell’intervallo c’è anche tempo per il tris dell’attaccante di Pomigliano d’Arco, che anticipa ancora una volta il numero 13 biancoceleste su punizione di Totti. Nesta, frastornato, non rientra nella ripresa, ma la sinfonia giallorossa non è finita nonostante la rete di Stankovic, con un siluro imparabile da 25 metri che si insacca angolatissimo alle spalle dell’incolpevole Antonioli. Montella ha infatti ancora voglia di stupire e conclude la sua serata magica con un sinistro di fuori area che bacia la traversa e termina in rete. La torta ormai è fatta e la ciliegina ce la mette Totti, che vede Peruzzi fuori dai pali e si inventa un pallonetto beffardo, che manda in delirio i tifosi giallorossi e conclude un derby difficile da dimenticare per entrambe le squadre.

06/01/2005 – LAZIO – ROMA 3-1

La befana 2005 porta dolci alla Lazio e tanto carbone alla Roma. I giallorossi vivono la loro peggior annata degli ultimi anni e sono già al terzo allenatore stagionale, Gigi Del Neri, preceduto da Völler e Prandelli. La prima Lazio di Lotito non è in condizioni migliori, ma si porta a casa la stracittadina con merito. Ad aprire le danze per gli uomini di Papadopulo è Paolo Di Canio, tornato in biancoceleste dopo aver girato l’Italia e la Gran Bretagna. Imbeccato da un gran lancio di Liverani, il numero 9 scatta sul filo del fuorigioco e con un destro al volo porta in vantaggio la Lazio. Nella ripresa la Roma, non pervenuta durante i primi 45 minuti di gioco, decide di dare segnali di vita e spreca un paio di occasioni. Un rigore non fischiato a favore dei biancocelesti fa volare qualche petardo dalla Tevere e la partita viene momentaneamente sospesa. Quando si riparte Cassano è abile ad avvitarsi su un cross dalla destra di Panucci e a girare di testa sul primo palo per il pareggio giallorosso. Ma è un fuoco di paglia. La Lazio riprende subito il controllo del match e torna avanti con Cesar, lasciato libero in area su una respinta della difesa della Roma, che ha tutto il tempo di prendere la mira e infilare il pallone sul secondo palo. A mettere la firma sul derby ci pensa poi Tommaso Rocchi, che su un lancio filtrante prende il tempo alla linea avversaria, scavalca Pelizzoli in uscita con un pallonetto di testa e deposita nella porta ormai sguarnita. Festa grande per Di Canio e compagni e uno dei momenti peggiori della disastrata stagione romanista.

derby curve divise

Al derby la Curva Nord dà sempre il meglio di sé.

18/04/2010 – LAZIO – ROMA 1-2

La Roma di Ranieri è lanciata verso lo Scudetto dopo la vittoria contro l’Inter, la Lazio di Reja sta disputando una stagione senza infamia e senza lode. Il pronostico sembra scritto, ma il derby, si sa, non tiene mai conto delle gerarchie. Al tredicesimo minuto ci pensa il solito Rocchi a sbloccare la partita, con il suo marchio di fabbrica. Scatto sul filo del fuorigioco, difesa della Roma presa fuori posizione e comodo appoggio di piatto sull’uscita di Julio Sergio. I giallorossi sembrano bloccati e Ranieri è costretto a prendere una decisione senza precedenti, lasciando fuori dal campo Totti e De Rossi per i restanti 45 minuti. Ma al primo sussulto della ripresa i suoi rischiano di capitolare. Kolarov fa il bello e il cattivo tempo sulla fascia sinistra e viene atterrato in area da Cassetti. Sul dischetto va Floccari, che però calcia debole e centrale, permettendo a Julio Sergio di respingere. È la scossa che serviva ai giallorossi. Qualche minuto dopo, Kolarov aggancia Taddei nei suoi sedici metri e stavolta tocca a Vucinic sfidare Muslera. Il destro del montenegrino è preciso e riporta la situazione in completa parità. Passano altri dieci giri d’orologio e si compie il capolavoro di Ranieri. Calcio di punizione dal limite dell’area, sul pallone va ancora Vucinic che fulmina il portiere della Lazio con un missile che si infila sotto la traversa. I biancocelesti provano a raddrizzare la partita, ma senza successo e terminano addirittura in dieci per un rosso a Ledesma. La Roma festeggia l’impresa, ma il sogno Scudetto svanirà una settimana dopo contro la Samp di Pazzini.

26/05/2013 – ROMA – LAZIO 0-1

La madre di tutte le partite, il derby che vale una stagione e la Coppa Italia si gioca in un Olimpico strapieno. La Lazio di Petkovic ha appena terminato la stagione ad un punto dagli uomini di Andreazzoli. Entrambe le squadre non sono apparse brillantissime e si prevede una stracittadina brutta e tesa, anche e soprattutto per il valore della posta in palio. Pronostico rispettato, perché Ledesma, Totti e compagni non offrono certo uno spettacolo degno dell’occasione e della splendida cornice di pubblico. Le occasioni migliori del primo tempo capitano a Klose e Destro, ma nessuno dei due cannonieri è in giornata. Tocca infatti ad un centrocampista risolvere la partita ed entrare nella storia. All’ormai celebre minuto settantuno è Lulic a capitalizzare una respinta non proprio perfetta di Lobont su un tiro-cross di Candreva, portando la Lazio in vantaggio. La Roma cerca il pareggio e rischia di trovarlo, seppur in maniera fortunosa, ma la punizione calciata da Totti, rimbalzata tra una selva di gambe, bacia la traversa e termina docile nelle mani di Marchetti. Al fischio finale di Orsato i biancocelesti possono alzare la sesta Coppa Italia della loro storia, mentre i giallorossi escono subissati dai fischi dei propri tifosi.

Questa lista non è ovviamente definitiva e ogni derby potrà di certo offrire nuovi spunti per allungarla, attraverso la magia di questa sfida, sempre sentita e speciale. Perché in fondo, che sia una partita come le altre non ci crede nessuno