Redazione

Il Torino scopre Iago(l) Falque e si sente meno dipendente da Belotti. Il 4-2-3-1 varato da Mihajlovic si sposa perfettamente con le caratteristiche dello spagnolo, che ha trovato un’intesa quasi naturale con Ljajic che lo libera spesso e volentieri, ricambiato, davanti la porta. Il gol realizzato al Benevento ricalca quello realizzato al Sassuolo.

Senso della posizione e visione di gioco

Iago si trova a meraviglia in meccanismi che esaltano le sue caratteristiche principali: senso della posizione e visione di gioco. Qualità che gli consentono di interpretare al meglio il ruolo di esterno. Il ragazzo ha qualità, discreta corsa, tiro da fuori e spiccato senso tattico. Un equilibratore che consente al Toro di sopportare l’assetto offensivo con il suo lavoro capace di abbinare fatica e qualità.

Un cuore toro

La rete realizzata a Benevento regala punti importantissimi, ma ha un valore intrinseco ancor superiore al risultato. L’azione del gol è la quintessenza di ciò che può fornire il calciatore al Torino: Iago Falque, a pochi minuti dal fischio finale, quindi con una partita intera nelle gambe, si abbassa e rincula sino a centrocampo, scambia con Ljajic, mentre Belotti si muove per aprirgli lo spazio. L’allungo da mezzofondista gli ha permesso di aprire e chiudere l’azione che ha regalato i tre punti in barba a fatica ed acido lattico. Il senso tattico gli ha suggerito dove infilarsi e di attaccare lo spazio al momento giusto.

La qualità tecnica gli ha permesso di concludere a rete nonostante uno scatto che ne avrebbe potuto minare la lucidità negli ultimi sedici metri. La “somma” di questi fattori produce un giocatore completo. Con una caratteristica in più. Iago è il classico calciatore da cuore “Toro” un ragazzo che non molla la partita sino all’ultimo secondo e insegue avversari con la stessa determinazione a prescindere dal punteggio. Idolo dei tifosi, nonché icona di un Torino che sta finalmente cambiando pelle. L’obiettivo Europa è tutt’altro che irraggiungibile.