Redazione
di Valerio Nasetti
Nascono a 12.098 chilometri di distanza. Uno a Malmo nel 1981 e l’altro a Buenos Aires nel 1988. Nel 2016 il destino decide che finiscano a giocare nella stessa città, a Manchester. In questo inizio di stagione Zlatan con la maglia dello United e il Kun con quella del City stanno facendo a gara a chi segna più gol. Ibra ne ha realizzati quattro in tre partite, Aguero tre in due match. Un Settebello impressionante che sta facendo parlare di loro il mondo.

Lo svedese è sempre determinante. Ha regalato il Community Shield al Manchester United con il gol del 2-1 al Leicester e ha partecipato alla passeggiata sul Bournemouth (3-0) all’esordio in campionato. Nell’ultimo week-end, i Red Devils hanno sbaragliato anche la concorrenza del  proprio grazie al colpo di testa di Ibra su assist di Rooney e al rigore procurato da Shaw (per fallo di Clasie) e trasformato sempre da Zlatan nella ripresa. Una mentalità vincente che Ibra fa risalire ai tempi della Juve. In un’intervista al Manchester Evening News ha dichiarato: “Ho giocato con tante stelle. Quando sono arrivato alla Juve ero giovane. C’erano Vieira, Cannavaro, Thuram, Buffon, Del Piero, Trezeguet, Nedved, Camoranesi, Emerson. Era una squadra mostruosa. La mentalità viene da lì. Poi più diventi maturo più sei disposto a prendere maggiori responsabilità”.
aguero
Dall’altra parte c’è Aguero: dopo essersi sbloccato contro il Sunderland, ha regalato due perle anche contro lo Stoke. Il match lo ha sbloccato nel primo tempo su rigore(dopo i due sbagliati con la Steaua Bucarest) e lo ha chiuso nel secondo con un colpo di testa. Sergio sta vivendo un momento di forma invidiabile e le ragioni del suo benessere potrebbero essere sintetizzate pensando all’uomo che siede sulla panchina della sua squadra: Pep Guardiola. In un’intervista di circa dieci mesi fa il Kun disse: “In futuro mi piacerebbe essere allenato dallo spagnolo. Perchè? Il motivo è semplice: è un grande allenatore”.