Redazione

Nessuno è profeta in patria, neanche una leggenda come Ibrahimovic. Che torna nella lista dei convocati del Manchester United in tempo record dopo il gravissimo infortunio subito nel finale della scorsa stagione. Un infortunio che avrebbe probabilmente posto fine alla carriera di qualsiasi calciatore trentaseienne. Ma Ibra non è uno qualsiasi. Ha lavorato duro, al punto che già durante la finale di Europa League tentava di correre assieme ai compagni per festeggiare, facendo spaventare i tifosi e soprattutto Mourinho, che ha richiesto il rinnovo del contratto dello svedese nonostante le incertezze sul suo ritorno.

Mourinho non vede l’ora di schierarlo…

E invece eccolo Ibra, che è di nuovo abile ed arruolato. La convocazione è il primo passo, poi ci sarà il rientro vero e proprio, una sensazione tutta nuova per un calciatore il cui fisico, almeno fino allo scorso aprile, non ha mai dato il minimo segno di cedimento. Ma c’è sempre una prima volta e lo svedese si è rimesso in gioco. Per la gioia di Mourinho, che in campionato è già distante otto lunghezze dai cugini del City, ma che dal suo campione si aspetta una marcia in più in Champions League. Certo, il curriculum dell’ex Inter, Milan e Juventus nella Coppa dalle grandi orecchie non lascia ben sperare, ma se stagione di prime volte deve essere, il portoghese spera che lo sia in ogni senso.

…ma la Svezia potrebbe non convocarlo

Intanto la Svezia, ahinoi, si è qualificata ai Mondiali e il rientro di Ibra sembra precludere alla sua inclusione nei 22 che faranno il seppur breve viaggio dalla Scandinavia fino in Russia. Del resto, chi può impedire a uno dei migliori calciatori svedesi di tutti i tempi di prendersi l’ultimo Mondiale? Beh, forse più di qualcuno. In patria Ibra è adorato alla stregua di una divinità, ma i tifosi gialloblù hanno la memoria lunga e difficilmente perdonano, persino quello che è il loro giocatore più rappresentativo. Zlatan ha lasciato la Nazionale dopo Euro 2016 e non ha minimamente contribuito all’inaspettata qualificazione della Svezia alla rassegna iridata. E un prevedibile sondaggio riguardo il suo ritorno a disposizione del tecnico Andersson ha sentenziato che due svedesi su tre non vedrebbero di buon occhio una sua convocazione.

Che Ibra sarà quello post infortunio?

Possibile dunque che Ibra non venga preso in considerazione per il Mondiale? Beh, è da vedere. Si tratta di discorsi prematuri, soprattutto considerando che il ritorno vero e proprio dell’attaccante deve ancora avvenire e non è possibile stabilire in anticipo quali saranno le sue performance post infortunio. Certo, se dovesse tornare il solito Zlatan, anche in barba a uno stop di sette mesi, la sua leggenda ne sarebbe ulteriormente ingigantita. E c’è da scommettere che anche il più amareggiato dei supporter gialloblù metterebbe da parte il rancore e accoglierebbe il figliol prodigo a braccia aperte. Del resto, un mondiale non è un mondiale senza Ibra. Parola, ovviamente, di Zlatan.