Redazione

Icardisti contro anti-Icardisti. Paradossi degli interisti. Gente che non riesce ad andare d’accordo neanche su “quanto zucchero?” nel caffè. Beh, Icardi è il paradigma della dicotomia: o lo ami, o lo odi. Destinato a spaccare in due la tifoseria.

Icardisti vs antIcardisti: amato e (dai più) odiato

Gli Icardisti perdonano tutto, in nome del gol. L’importante è che segni e continui a farlo, non importa come. E, poiché segna tantissimo, l’Inter non può, né deve, fare a meno di lui. O peggio privarsene.

Gli Anti-Icardisti invece, lo aspettano al varco: alla prima partita o, nei casi più estremi, pallone sbagliato, giù insulti. Possibilmente profusione. Con annesse, e soprattutto ammesse, più o meno carine digressioni sulla vita privata. Gli antIcardisti non amano il puntero. Lo stimano tantissimo, ma lo ritengono solo un “semplice” rapace d’area. Goleador si, ma non trascinatore e senza personalità. Uno che, insomma, ti può lasciare in 10.

Qual è la verità? Come spesso accade, nel mezzo.

Icardi è un bomber. Con l’Inter più di settanta gol in quattro stagioni. E due volte è andato oltre la doppia cifra (22 e 24 reti). Un bomber. Di quelli veri. Uno che se ha la palla giusta, castiga. E basta.

Ecco, appunto: non è un uomo squadra. Anzi, fra i suoi maggiori difetti, c’è proprio la pigrizia nel muoversi con e per i compagni. E nel difendere il pallone, giocarlo, difenderlo. In una parola: aiutare. Spalletti ci sta lavorando sopra. Il tecnico toscano non si accontenta facilmente. Oh, sia chiaro, i gol sono una benedizione. Però un finalizzatore fine a sé stesso rischia di restare avulso dal gioco e, in partite particolarmente complicate, l’Inter rischia di giocare con un uomo in meno. E non deve succedere.

La cura Spalletti lo può completare e trasformare

Il tecnico toscano ha già chiarito cosa vuole: Icardi deve imparare a muoversi anche lontano dall’area di rigore. Il concetto è molto semplice: più si muove con i compagni, più avrà la possibilità di calciare verso la rete avversaria. Il gioco di Spalletti è particolarmente avvolgente, dunque premiante per la prima punta che, se segue il movimento degli esterni, può trovare la via del gol attaccando il primo o il secondo palo, oppure staccandosi dal difensore per ricevere lo scarico dell’esterno. E ancora sfruttando l’uno-due con l’incursore. Insomma, tanti modi per trovare la porta. La sensazione? Se Icardi seguirà i consigli, si stancherà di esultare…