Redazione

Immobile a riposo. In nome del turnover, sovrano dopo quella che è una qualificazione ormai certa ai sedicesimi di finale, e per dare una sana mano anche al CT Ventura, cui è sicuramente gradita la scelta di Inzaghi. Il mancato impiego del bomber azzurro nn è più di una buona notizia per la Nazionale in vista dei play off con la Svezia. Largo dunque alla coppia formata da Nani e Caicedo.

Mini rivoluzione tattica

Un esperimento più che interessante anche in funzione di esigenze future. La Lazio ha costruito le proprie fortuna su atteggiamento tattico molto identificabile. Un 3-5-1-1 fatto di densità, copertura a centrocampo e inserimenti fra le linee, grazie anche alle caratteristiche fisiche di Immobile, abile come pochi a dettare il passaggio in profondità attaccando gli spazi. E a Luis Alberto, forse il migliore del campionato per la capacità di gettarsi fra i reparti avversari e a giocare la palla, sia per il centravanti che per gli inserimenti di Milinkovic-Savic e Parolo. Con quei due lì davanti, invece cambia tutto.

Caicedo e Nani, una coppia classica

Nani e Caicedo appresentano la coppia di attaccanti nostalgica per eccellenza. Il sudamericano è il classico attaccante grande e grosso, che ingaggia duelli con i centrali difensivi e funge quasi da ariete, forzando la linea e costringendola ad arretrare. Di fisico o velocità nel breve, Caceido è in grado di far male al Nizza come già accaduto in Francia. Molto interessante capire come si adatterà Nani, che è il giocatore ideale per girare intorno all’attaccante dell’Ecuador. Il portoghese può inserirsi negli spazi creati da Caicedo, che per mole e capacità tecniche può impegnare anche più uomini. Il portoghese è la sua spalla perfetta. Il canovaccio non è neanche troppo difficile da immaginare. Caicedo riceve palla, la copre e ha due scelte. Spalle alla porta, giocare con e per i compagni, oppure dettare il passaggio, sfruttando la fantasia di Nani che invece può attaccare lo spazio oppure chiedere e ottenere il triangolo dall’ecuadoriano, che ha tutte le capacità, anche tecniche per dialogare nello stretto. La freccia e la pantera. Due punte ben acuminate nella faretra di Inzaghi. E non solo in Europa.