Nino Santarelli

Tante partite e pochi allenamenti. Il calcio moderno è entrato da anni in una sorta di vortice senza via d’uscita. Siamo solo nel mese di ottobre e sono già numerosi i giocatori alle prese con infortuni molto seri. Milik è l’ultimo di una lunga lista. Per lui il verdetto degli esami strumentali è senza appello: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio. Operato da professor Mariani lunedì mattina a Villa Stuart, tornerà in campo a primavera. Milik dal 21 agosto ha giocato, tra Napoli e Nazionale, 11 partite in 49 giorni di cui ben 8 da titolare. Prima dell’infortunio contro la Danimarca era reduce da due partite, Benfica in Champions e Atalanta in campionato, giocate per intero. Ma Milik non è l’unico ad aver subito in questo inizio di stagione infortuni gravi. Giovedì scorso Riccardo Montolivo si è lesionato il legamento del crociato durante la partita con la Spagna. Cristiano Ronaldo nel mese di settembre ha dovuto fare i conti con lo stiramento del collaterale destro mentre Lionel Messi, sempre a settembre, ha avuto un infortunio muscolare e la pubalgia. Messi e Ronaldo non sono nuovi a infortuni seri. Lo scorso anno il fuoriclasse argentino saltò gran parte dell’inizio di stagione per la rottura del collaterale del ginocchio, Ronaldo invece in primavera ha avuto la rottura delle fibra muscolare e poi durante la finale contro la Francia ha dovuto abbandonare il campo dopo uno scontro con Payet per un problema al ginocchio. Si gioca troppo, non ci sono dubbi. Negli anni 80 il campionato italiano era a 16 squadre, oggi sono 20. La Liga è passata da 18 a 20. La Bundesliga è rimasta con 18 clubs mentre la Premier è scesa da 22 a 20. Fino a qui sembrano esserci poche differenze. Ma attenzione sono le competizioni europee a fare la differenza: la Coppa Campioni prevedeva, sempre negli anni 80, un massimo 9 partite, oggi per chi arriva in finale di Champions gli incontri sono 13 con gare impegnative già nel girone. La Coppa Uefa aveva un turno in più della Coppa Campioni, si iniziava dai trentaduesimi di finale, e fino alla finale aveva 11 gare, oggi in Europa League gli incontri sono 15. Tutto questo senza tenere conto dei preliminari sia di Champions che di Europa League. Si gioca senza soste in alcuni casi da agosto a giungo-luglio.

Cristiano Ronaldo infortunato durante la finale di Euro 2016.

Cristiano Ronaldo infortunato durante la finale di Euro 2016.

Platini giocava molto meno di Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo nella stagione 2011-2012 giocò tra Real Madrid e Nazionale 69 partite dal 10 agosto 2011 amichevole contro il Lussemburgo fino al 27 giugno del 2012 quando con il Portogallo perse ai rigori la semifinale dell’Europeo contro la Spagna. Michel Platini nel lontano 1984 quando vinse in casa l’Europeo contro la Spagna giocò in tutto 52 gare. La stagione in cui Platini ha giocato, tra club e nazionale, più gare è stata quella 82-83, 56 partite in tutto, culminata con la dolorosa finale di Coppa Campioni persa dalla Juventus ad Atene contro l’Amburgo. I calendari a settembre, ottobre e novembre sono strutturati in questo modo: in tre settimane 5 partite di campionato e due di Coppa, poi due settimane di sosta per dar spazio alle nazionali. In primavera con le Coppe che entrano nel vivo le nazionali hanno meno spazio. Nazionali che però ogni due anni sono alle prese con Mondiale, Europeo, Coppa America e Coppa d’Africa organizzata nel bel mezzo della stagione tra gennaio e febbraio. Il calcio-business è questo. Tante partite, pochissimi allenamenti, niente ritiri estivi e infortuni. Tutto questo nell’indifferenza totale dei dirigenti del calcio mondiale. Dal 2026 e dunque tra 10 anni il mondiale di calcio passerà da 32 a 40 squadre. Buon senso cercasi.

platini

Michel Platini con la maglia della Francia nel 1984.