Adriano Stabile

Certo che per i maestri dell’Inghilterra dev’essere davvero un peso non vincere un mondiale dal 1966. A digiuno da 50 anni, loro, gli inventori del football moderno, tanto sicuri di sé da snobbare le prime tre edizioni del campionato del mondo di calcio. Era il 30 luglio 1966 quando la nazionale inglese, a Wembley, vinse quello che ancora oggi è l’unico loro titolo, tra Mondiali ed Europei. Ai supplementari la formazione di Alf Ramsey superò 4-2 la Germania Ovest di Helmut Schön.

inghilterra mondiale 1966

L’ingresso in campo delle squadre (foto World Soccer)

Inghilterra 1966, la finale mondiale ai raggi X 

I GOL. Al 12’ tedeschi in vantaggio con Haller, che finalizza un cross di Held, respinto corto da Wilson. Al 18’ Hurst pareggia di testa, indisturbato, su calcio di punizione battuto velocemente da capitan Moore. Al 78’ l’Inghilterra va sul 2-1 con Peters, abile nel ribadire a rete una conclusione di Hurst, deviata dalla difesa tedesca. In extremis, al 90’, la Germania Ovest acciuffa il pari: fiondata di Held su punizione, Schnellinger tocca la sfera, batti e ribatti in area inglese con il pallone che finisce a Weber, lesto nell’anticipare il tuffo disperato di Banks.
Ai tempi supplementari, dopo 11 minuti, il gol fantasma più famoso della storia: cross da destra di Alan Ball, controllo e girata di Hurst con palla che colpisce la traversa, rimbalza all’altezza della linea di porta e rientra in campo. L’arbitro svizzero Dienst esita, si consulta con il guardalinee sovietico Bakhramov e poi concede la rete agli inglesi, che così passano in vantaggio 3-2. Immagini ed esami accurati con tecnologie moderne, trent’anni più tardi, dimostreranno che la palla non aveva oltrepassato la linea bianca della porta.
Allo scadere dei supplementari, al 120’, Hurst completa la sua tripletta dopo una galoppata in contropiede, su lancio di Moore, approfittando dello sbilanciamento offensivo della Germania, alla ricerca del pareggio.

IL RECORD DI HURST. L’attaccante inglese Geoff Hurst, che all’epoca aveva 24 anni, è ancora oggi l’unico calciatore ad aver segnato una tripletta in una finale del campionato del mondo di calcio. Hurst ha speso gran parte della sua carriera nel West Ham United. Nella parte finale della sua parabola calcistica, dopo aver disputato tre campionati nello Stoke City, ha giocato anche in Sudafrica, in Irlanda e negli Stati Uniti.

GIOVANI, VECCHI E VETERANI. Il più giovane calciatore in campo nella finale del 30 luglio 1966 era il mediano Franz Beckenbauer, 20 anni. Tra gli inglesi era l’ala destra Alan Ball, 21 anni. Il più anziano del match era il terzino sinistro inglese Ramon Wilson, 32 anni da compiere nel dicembre 1966, mentre tra i tedeschi il più vecchio era il portiere Hans Tilkowski, 31 anni compiuti da 18 giorni. Il meno avvezzo alla nazionale tra i 22 in campo era il tedesco Lothar Emmerich, alla quinta presenza nella Germania Ovest, mentre tra gli inglesi le matricole erano Martin Peters e il bomber Hurst, all’ottavo cap con la nazionale britannica.

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I capitani Uwe Seeler e Bobby Moore prima del match (foto World Soccer)

MAGLIETTE E MINUTI DI GIOCO. Entrambe le squadre vestivano completi prodotti dalla Umbro. L’Inghilterra optò per la seconda maglia, rossa, dal momento che entrambe le nazionali vestivano di bianco. Il match durò 121 minuti totali di gioco: soltanto il primo tempo ebbe un minuto di recupero mentre il primo tempo supplementare, addirittura, durò 16 secondi in meno dei 15 minuti previsti dal regolamento.

LA FINALE DI SABATO. La finale del 1966 è l’unica giocata di sabato nella storia dei Mondiali. Tutte le altre si sono sempre giocate la domenica, eccetto quella del 1930, disputata di mercoledì. Il sabato, prima del “calcio spezzatino”, era il giorno in cui si giocava il campionato inglese. In caso di parità dopo i supplementari, dal momento che non erano previsti i calci di rigore, la ripetizione della finale si sarebbe giocata martedì 2 agosto.

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Jack Charlton in tackle su Held. A sinistra c’è Stiles (foto World Soccer)

IL DESTINO E LA MORTE. Il capitano della nazionale inglese, Bobby Moore, che ricevette la coppa dalla Regina Elisabetta, è morto di cancro il 24 febbraio 1993. Moore, che per la sua classe era detto “the player of players”, aveva già sconfitto un tumore ai testicoli nel 1964, due anni prima del Mondiale di Londra. Nel 1981 ha recitato nel film “Fuga per la vittoria” con Pelé e Sylvester Stallone. Un mese dopo la sua scomparsa, il 26 marzo 1993, è morto anche Tofik Bakhramov, il guardalinee sovietico che concesse il gol non valido di Hurst nella finale del 1966: aveva 66 anni…

MEDAGLIE E PREMI. Il 10 giugno 2009, quasi 43 anni dopo la finale del 1966, Jimmy Greaves e altri dieci compagni della nazionale inglese ricevettero a Londra la medaglia per il titolo mondiale vinto a Wembley. Erano gli undici giocatori che non erano in campo il 30 luglio 1966. All’epoca infatti venivano premiati soltanto i calciatori che avevano disputato l’ultimo atto del torneo. L’iniziativa era stata lanciata l’anno precedente dalla Fifa, per premiare tutti i campioni del mondo con delle repliche delle medaglie di ogni edizione del torneo iridato.
Nel corso degli anni alcuni componenti della squadra inglese, soprattutto tra i titolari, hanno venduto la propria medaglia, in alcuni casi per problemi economici: è accaduto ad Alan Ball, al portiere Gordon Banks e a Ray Wilson. Fu invece il West Ham a convincere i propri giocatori Moore, Peters e Hurst a farsi vendere le loro medaglie per custodirle.

IL PALLONE RUBATO. Il centrocampista tedesco Helmut Haller (che ha giocato anche con Bologna e Juventus), autore del primo gol della finale, si prese e si portò via il pallone rosso al fischio conclusivo dell’arbitro. «Appena la partita finì e la folla esplose, io presi la palla», ha raccontato. Nel 1996 alcuni giornali inglesi lanciarono una campagna stampa per chiedere ad Haller di restituire il pallone, per darlo a Hurst, autore della tripletta alla Germania Ovest. Haller, che nel corso degli anni aveva già ricevuto richieste di questo genere dai giocatori inglesi, all’iniziò fu titubante poi volò a Londra per restituire il pallone, ritrovato in cantina. Sembra che il Daily Mirror l’abbia ricompensato con una cifra vicina alle 100 mila sterline.

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Il gol fantasma di Hurst: è il 3-2

LA VENDETTA DELLA STORIA. Il 27 giugno 2010, con quasi 44 anni di ritardo, la Germania ebbe la sua vendetta per il gol fantasma del 1966, in occasione degli ottavi di finale dei Mondiali in Sudafrica. Sul 2-1 per i tedeschi il centrocampista inglese Frank Lampard andò al tiro a rete: la palla colpì la traversa, rimbalzò ben oltre la linea di porta e poi tornò in campo. L’arbitro uruguaiano Larrionda Pietrafesa non concesse il gol, evidentemente valido. Sarebbe stata la rete del 2-2 e invece la Germania vinse 4-1.

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L’Inghilterra. In piedi da sinistra: Shepherdson (vice allenatore), Stiles, Hunt, Banks, J. Charlton, Cohen, Wilson, Ramsey (allenatore). Seduti, da sinistra: Peters, Hurst, Moore, Ball, R. Charlton.

Sabato 30 luglio 1966 a Wembley (Londra), ore 15
Inghilterra-Germania Ovest 4-2 d.t.s.
Reti: 12’ Haller (G), 18’ Hurst (I), 78’ Peters (I), 90’ Weber (G), 101’ e 120’ Hurst (I).
Inghilterra: Banks; Cohen, J. Charlton, Moore (c), Wilson; Stiles, R. Charlton, Peters; Ball, Hunt, Hurst. All. Ramsey.
Germania Ovest: Tilkowski; Höttges, Schulz, Weber, Schnellinger; Beckenbauer, Overath, Haller; Seeler (c), Held, Emmerich. All. Schön.
Arbitro: Dienst (Svizzera).
Note: 96.924 spettatori. Ammonito: Peters (I).

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I tedeschi prima dei supplementari (foto World Soccer)