Elisa Ferro Luzzi

You’ll never walk alone è l’inno calcistico più bello in assoluto per France Football. Cui piace vincere facile, non c’è che dire: la nota rivista francese qualche giorno fa ha stilato la classifica degli inni più belli delle squadre di calcio ed al primo posto era inevitabile finisse quello del Liverpool, di cui abbiamo ampiamente parlato in questo articolo. Al secondo posto un’italiana, la Roma: con Roma Roma Roma di Antonello Venditti, i giallorossi si sono aggiudicati una posizione veramente di rilievo all’interno della prestigiosa classifica. Al terzo Tojours on va gagner, inno del Wydad Athletic Club (società calcistica marocchina con sede a Casablanca); a sorpresa all’ottavo troviamo l’inno della Cavese, che prende spunto da quello  dall’Argentina del Boca. E che scavalca addirittura la rinomata I’m Forever Blowing Bubbles del West Ham. Ecco la classifica completa:

1. You’ll never walk alone – Liverpool, Celtic, Borussia Dortmund
2. Roma Roma Roma – A.S. Roma
3. Toujours on va gagner – Wydad Athletic Club
4. Horto Magiko – Panathinaikos y otros
5. Himno del centenario – Siviglia
6. Don’t take me home – Newcastle
7. Ooh Ssh! – Besiktas
8. Dale Boca/Cavese – Boca Juniors, S.S. Cavese
9. Forever Blowing Bubbles – West Ham
10. El Cant del Barça – Barcellona

I cantanti italiani e gli inni calcistici

Avrebbe meritato un posticino, restando in casa nostra, anche l’inno della Juve. Quello che fa tremare lo Juventus Stadium prima di ogni partita casalinga. Quello scritto e cantato da Paolo Belli. “Il testo è firmato da un gruppo di ragazzi che lavorano con Eros Ramazzotti – ha dichiarato tempo fa il cantautore a tuttojuve.com – giusto dare onore al merito, però per avere il vestito perfetto serviva l’arrangiamento. Quando la Juve mi ha proposto di occuparmene pensavo fosse uno scherzo e non nascondo che all’inizio ero perplesso. Perché le canzoni hanno un’importanza enorme ogni volta che le canti. Quando diventano inni crolla tutta la magia della musica. Poi per fortuna è andata bene, benissimo”.

SASSUOLO AVANTI CON NEK
Un altro inno scritto per una squadra di Serie A da un cantautore italiano, che magari non è proprio adatto a questa classifica ma che ha fatto parlare di sè, è quello del Sassuolo. Agli appassionati non sarà sfuggita la voce di Filippo Neviani, in arte Nek e sassolese doc, ad accompagnare le avventure casalinghe dei neroverdi. “Neroverdi” è appunto il titolo della hit, scritta nel 2013. “E’ stato un piacere e un onore per me poter scrivere questo inno – ha detto Nek il giorno della presentazione -. Tutti sanno quanto io sia vicino alla mia città, di cui parlo sempre in giro per il mondo. Tante volte mi hanno chiesto di scrivere l’inno per il Sassuolo in Serie A, ma ero spaventato perché non avevo idea di come si scrivesse un inno senza essere banali”. Anche lui, quindi, come Paolo Belli ha avuto paura di lanciarsi nel mondo degli inni da stadio.

IL GRAN RIFIUTO DI ROCCO HUNT
Chi invece qualche anno fa si è rifiutato di cantare un inno calcistico è stato Rocco Hunt. Il rapper campano, nato a Salerno e vincitore di Sanremo giovani nel 2014, ai tempi ha così spiegato che il suo gran rifiuto al Napoli di De Laurentiis. “Non sono un tifoso, ho detto di no ad un invito simile della Salernitana, che però non era trapelato sui mass media. Un inno a ritmo di rap ci sta benissimo, l’idea è più che indovinata, ma lo deve scrivere un tifoso vero”. Per fortuna al San Paolo continua ad imperversare “Un giorno all’improvviso”, sulle note de “L’estate sta finendo” dei Righeira. Che è un coro e non un inno, ma ha conquistato proprio tutti.