Redazione

La notte del San Paolo lascia in eredità alcune certezze. Il Napoli riesce finalmente a far coincidere il rendimento in campionato e quello in Champions. Vincere aiuta a vincere. E stasera, Ventura è ancora di più l’allenatore meno amato dagli italiani. Tutta “colpa” di Insigne che gioca una partita da mille e una notte. Nonostante un ginocchio indolenzito, riesce comunque a fare la differenza. Lascia il solco. Quello che distingue il buon giocatore dal campione.

Un gol da campione

Insigne ha voluto giocare questa partita. Per essere decisivo. Ha cercato, voluto e trovato un gol che ha sbloccato una partita complicata. Un’azione che non è da tutti. Serve tecnica, coraggio e determinazione. Un’esecuzione che tiene il Napoli in Europa (in ogni caso il terzo posto è quasi in banca) e lascia intatte le speranze di qualificazione agli ottavi di finale. Molto, se non tutto, dipende da Guardiola, già abbastanza pigro contro il Feyenoord.

Mentalità da uomo squadra

Insigne è maturato tantissimo negli ultimi anni. Era un giocatore essenzialmente da colpi. Uno che, quando azzeccava la giornata, era immarcabile. Qundi è regredito allo status di stoccatore. Non solo dribbling e fantasia, anche concretezza, con gol e assist. In questi mesi ha quasi completato il processo di crescita è un trascinatore. Una crescita esponenziale con margini di miglioramento ancora inesplorabili. Al di là della fiducia nei propri mezzi tecnici, Insigne è un punto di riferimento anche per i compagni. Lo cercano con continuità anche perchè è lui che si propone. Un calciatore imprescindibile, libero da ogni turnover.

Un calciatore che si sacrifica anche per la squadra. Nel Napoli arretra anche come terzino, per aiutare un Hysaj che a sinistra inizia anche ad avere un senso. La rincorsa agli ottavi di finale resta quanto mai complessa, ma è innegabile che gli azzurri (intesi anche come Nazionale) abbiano trovato un calciatore di livello internazionale. Peccato che solo Sarri ne abbia capito l’utilizzo esatto. Altrimenti si potrebbe parlare di attesa di consacrazione mondiale.