Redazione

Un italiano re del Camp Nou. La suggestione è potente e non deve far pensare alle esperienze passate dei vari Coco o Zambrotta, che in Catalogna hanno in fondo fatto i comprimari. No no, l’idea è ben più seria. Un mese fa eravamo praticamente certi che a tenere alto il tricolore nel cuore del calcio spagnolo sarebbe stato Marco Verratti, che a Parigi, almeno così sembrava, non voleva proprio rimanerci. Poi la frattura si è ricomposta e Verratti, al momento resta dov’è. Ha anche cambiato agente, affidandosi a Mino Raiola, che di solito significa rinnovo faraonico o cessione shock. Eppure il re dei procuratori rischia di venire eclissato in questa lunga estate di mercato, perchè se la cessione di Neymar proprio al PSG dovesse andare in porto, le cifre sul tavolo farebbero impallidire anche il trasferimento di Pogba.

La clausola è sempre quella, 222 milioni, spicci per gli emiri, ma che per qualsiasi altro club al mondo, compreso il Barcellona che in quanto a profitti è comunque una multinazionale, significherebbero fondi per rifare almeno due squadre. Certo, visti i prezzi di questa sessione di mercato al massimo i blaugrana tireranno fuori dal coniglio due, tre grandi acquisti. E il rischio è che Valverde venga a pescare in Serie A. L’interesse per Dybala, più volte confermato, non è un mistero, ma alla lista degli obiettivi del Barça si è da poco aggiunto un nome che fino a qualche mese fa sarebbe stato guardato con sospetto in mezzo ai campioni corteggiati dai blaugrana, e che invece ora entra di diritto tra i papabili per sostituire colui che rischia di diventare il calciatore più pagato di tutti i tempi.

dybala barcellona

Paulo Dybala, uno degli obiettivi del Barcellona

Non potrà avere la maglia numero 10, perchè quella è proprietà esclusiva di Leo Messi, e guai anche a metterci gli occhi sopra, ma se dite a Lorenzo Insigne che potrebbe indossare la sacra maglia dei catalani (quella che, per intenderci, vestiva Diego prima della sua venuta in quel di Napoli), è probabile che il sorriso da scugnizzo si allarghi a dismisura. Ok la fedeltà al proprio popolo, ok al Napoli che anche quest’anno tenterà di contrastare l’egemonia della Juventus, ok al patto Scudetto. Tanti buoni motivi per restare. Ma il Barça è il Barça. Uno dei palcoscenici più prestigiosi del mondo, su cui portare fiero i colori dell’Italia e della sua terra. Anche i tifosi del Napoli, nonostante il sacro terrore di vedere Lorenzo il Magnifico portato via dalle sue radici, avrebbero di che essere fieri e felici.

L‘esplosione di Insigne ha stupito molti, ma di certo non chi da anni pronosticava un futuro più che luminoso per il talento di Frattamaggiore. Grandi prestazioni, in Italia e in Europa, un valore del cartellino in continua ascesa e l‘interesse di molti grandi club. Il Chelsea lo scorso anno, anche l’Inter ci aveva fatto un pensierino, poi tutto si è calmato e Lorenzo è rimasto a Napoli. Ma non ha smesso di incantare, ammutolendo addirittura il Bernabeu con una rete che in fin dei conti è stata inutile per il cammino in Champions dei partenopei, ma che ha apposto un metaforico sigillo di qualità sul calciatore, capace di sorprendere anche un pubblico abituato a magie di ogni genere. Sensato, quasi normale, che nella lista di Valverde ci sia anche lui. Non stona leggere Lorenzo Insigne accanto a Dybala o Alexis Sanchez. Anzi.

Il Napoli ha quindi di che preoccuparsi? Possibile. Le voci di un eventuale cambio di agente da parte del calciatore stanno spaventando un po’ tutti, soprattutto perchè, come nel caso dell’amico e compagno di nazionale Verratti, il prescelto potrebbe essere proprio Mino Raiola. Che, non potendo guadagnare con un rinnovo (da poco firmato fino al 2022), sarebbe più che felice di accompagnare personalmente a Barcellona il ragazzo, magari per una cifra importante. A proposito, quanto potrebbe valere Insigne? Lo scorso anno la sua valutazione si aggirava sui 50 milioni, ma considerato l’interesse riscosso negli ultimi dodici mesi, è pacifico supporre che a meno di 80 non si cominci neanche a parlarne. E Insigne, farebbe il grande salto? Probabilmente sì. Il cuore, quello rimarrà sempre legato a Napoli, alla sua Napoli. Ma, come nel discorso di Dani Alves su Dybala, la voglia di mettersi alla prova, di confrontarsi a testa alta con il calcio dei grandissimi, alla fine probabilmente avrebbe la meglio. 

E anche Napoli avrebbe la sua sottile e guascona vendetta. Dopo secoli di dominazione spagnola, l’idea di un monarca partenopeo in terra iberica potrebbe far sorridere più di qualcuno. Re Lorenzo I. Suona bene, no?