Redazione

Inizia l’avventura. La prima tappa del sogno Scudetto parte dal Bentegodi di Verona. Sarri pretende il solito piglio, aggressivo e vivace, cercando una squadra più cinica rispetto al match contro il Nizza. Ecco, appunto. Meglio chiuderla presto e bene. Sullo sfondo c’è la Champions. Nell’immediato futuro, un piccolo grande record. Insigne va a caccia delle 50 reti in serie A con il Napoli. Ne serve una. Potrebbe arrivare questa sera, ed essere solo la prima perla di una stagione da incorniciare.

Insigne è il Napoli: è la stagione giusta

Insigne è consapevole del peso delle responsabilità che si porta dietro. Napoletano al Napoli, nell’anno che potrebbe portare ad un successo atteso da 27 anni. Il ragazzo è cresciuto insieme al progetto avviato tre stagioni con l’avvento di Maurizio Sarri sulla panchina. Con Benitez, qualche incomprensione di troppo, che si è riflessa anche con il pubblico. Qualche fischio, il pensiero, subito allontanato, di andarsene. É rimasto. È diventato un uomo. Presto potrebbe essere il simbolo di un nuovo Napoli.

Dall’azzurro del Napoli a quello della nazionale

Adesso il futuro è da dipingere a colori. Azzurri. Prima con il Napoli e poi con la Nazionale. Insigne ha le qualità per recitare da protagonista su entrambi i palcoscenici, purchè (vale anche per gli altri) sia più “cattivo”. Il Napoli spesso impone il controllo del gioco, la leadership in campo, ma gli manca, a volte, il “killer instinct”. Quella sana cattiveria sportiva che impone la sottomissione dell’avversario anche con metodi meno bizantini. Insigne, come il Napoli cercare sempre la soluzione esteticamente più appagante. La rete numero 50 non può essere “sporca, brutta e cattiva”? Significherebbe che qualcosa è davvero cambiata. Basta collezionare corner. Meglio buttarla dentro. Non esiste trofeo per il gioco più bello, altrimenti il Napoli sarebbe pluriscudettato. É il momento di passare alla cassa.