Redazione

Insultateli: giocheranno meglio. A Nizza si prevede un accoglienza non esattamente calorosa per il Napoli che ha già vissuto un’esperienza simile a Verona. Al “Bentegodi” l’ennesimo episodio di razzismo. Poco male. Il risultato non cambia. Il Napoli vince sempre e comunque. Anzi. Sembra vi sia una proporzione diretta, che vale per tutti e sopratutto per  uno. Insigne: il fantasista ha un approccio particolare con  chi lo infastidisce: più è insultato, più gioca meglio.

Cori di scherno, ben oltre la civiltà

A Verona è un’usanza. Discutibile, senza dubbio. Al momento della lettura delle formazioni la curva dell’Hellas intona degli epiteti più o meno offensivi nei confronti degli ospiti. Tutto dipende dall’indice di gradimento riscosso dalla squadra ospite. Nel caso del Napoli, bassino. E cosi ad ogni calciatore azzurro nominato dallo speaker, ecco il coro di accompagnamento: “scimmia”. Un insulto che non rende onore ad una città di rara cultura ed eleganza. Eppure la Curva era chiusa per razzismo: i cori sono arrivati da tutte le parti dello stadio. Nel mirino, appunto, Insigne.

Più forte degli insulti, adesso la Champions

Il ragazzo è stato tartassato per tutti i 90′ di gioco. Offeso per le sue origini napoletane, nessun rispetto neanche per la madre. Eppure, ha risposto nel modo più intelligente possibile: giocando bene. Non ha segnato, ma è stato il migliore in campo, ispirando le reti azzurre.

Previsti insulti anche a Nizza? Bene. Lecito attendersi un’altra prestazione maiuscola. Beh, il più grande difetto di Insigne è sempre stato la continuità di rendimento. Ad oggi, è fra i migliori giocatori italiani. Adesso, deve esserlo tutto l’anno. Da gennaio a maggio si è preso il Napoli sulle spalle e lo ha trascinato, con Mertens, a livelli altissimi. Adesso divertire e raccogliere applausi non basta più. É il momento di raccogliere quanto seminato. Lo scudetto, il mondiale, la numero 10, l’eredità di Maradona. Insigne è pronto.