Redazione

Potremmo definirla gogna mediatica da social. E’ la nuova moda che esalta i tifosi frustrati. Meglio della violenza diranno alcuni, ma come al solito, da un simpatico modo di sdrammatizzare si è passati a esagerazioni cariche di odio nel giro di poco tempo. Non sono stati giorni semplici quelli degli azzurri al centro delle critiche dopo gli errori dal dischetto contro la Germania costati l’eliminazione dell’Italia. Pellè e Zaza sono i due calciatori ad aver subito il maggior numero di prese in giro (quando andava bene) e insulti irripetibili (quando invece le cose andavano male).

“Oltre a chiedere scusa, aggiungo che mi dispiace aver deluso tutte le persone che hanno vissuto, gioito, creduto e alla fine sofferto per questa Squadra.
Io mi assumo le mie responsabilità come ho sempre fatto, e vado avanti, consapevole che questo gruppo ha reso fieri gli italiani…quelli VERI”.

parolo pellè
Queste le parole sul profilo ufficiale Facebook di Simone Zaza, pubblicate qualche ora fa, dopo giorni di Gif in cui la sua goffa rincorsa prima del tiro dal dischetto è diventata a volte un balletto con le papere, altre un passo di danza latinoamericana. Graziano Pellè probabilmente si starà ancora chiedendo il perché di quel gesto, che in tanti hanno interpretato come una enorme mancanza di rispetto nei confronti del mostro sacro Neuer. La foto pubblicata su Instagram in cui insieme a Parolo sta sorseggiando un cocktail è stata la sua condanna definitiva, più grave, secondo tanti, del rigore sbagliato. Centinaia di insulti sono apparsi nei commenti: come può farsi un bagno in piscina dopo l’errore? Si chiede la maggior parte dei tifosi infuriata.

Ma se i due avessero segnato? Se Pellè e Zaza, due modesti e onesti calciatori italiani, avessero battuto Neuer grazie ai loro gesti provocatori? Il cucchiaio fatto con la mano di Pellè, la danza sul posto di Zaza sarebbero oggi un tormentone ripetuto in tutti i campi di calcetto del Paese. I due sarebbero oggi portati a esempio di spregiudicato coraggio da parte degli stessi che invece li insultano. Tipico ormai del tifoso medio. Dovremmo riportare tutti al giusto livello di percezione, sia nella vittoria che nella sconfitta. Un processo culturale che oggi il nostro Paese non sembra in grado di affrontare.