Redazione

Inter, in media stat virtus. Il reparto di centrocampo forse è il meno “spallettiano” di tutti. Il tecnico toscano fatica a trovare la quadra. La difesa è messa in ordine (una sola rete subita in quattro partite), l’attacco (10 reti 2,5 a partita) è una garanzia. Manca ancora qualcosa a centrocampo dove la manovra ancora si inceppa. Mancano quelle transizioni offensive tipiche del calcio. L’unica certezza è Borja Valero. Intorno allo spagnolo, luci a intermittenza. In ballo, Brozovic e Vecino.

Vecino, il giocatore funzionale

Vecino non è un campione. Non è Vidal e forse neanche Nainggolan. Però è estremamente funzionale. Ha qualità, quantità, intelligenza. Acquisto tanto pagato quanto sottovalutato in un mercato in cui le valutazioni dei centrocampisti sono salite a dismisura. Estremamente funzionale al gioco di Spalletti sia come centrale davanti la difesa, sia come incursore. Paradossalmente eccezionale perché ha tutto nella norma: corsa, tecnica, geometrie, verticalizzazioni, tiro da fuori. Vecino scambia palla nello stretto e sa inserirsi negli spazi, creando superiorità numerica. Affidato alla cura Spalletti, può solo crescere. Anzi. Se c’è qualche allenatore che, lavorandoci sopra, può trasformarlo da buon giocatori in top player. Il lavoro del tecnico di Certaldo è già rintracciabile nella sfida giocata dall’Uruguay con l’Argentina. Una partita da vero centrocampista back to back: ha distrutto il gioco della albiceleste e ribaltato più volte il gioco accompagnano la fase offensiva. Nell’Inter i numeri lo affiancano a Borja Valero per numero di palloni recuperati e giocati, offrendo, fra l’altro, sempre una sponda al compagno sia in fase di appoggio che di accompagno nel pressing. Con la Roma ha trovato anche il gol.

Brozovic, l’incompiuto

L’alternativa a Vecino è, sarebbe, Brozovic. Centrocampista completo, ha tutte le qualità per prendersi l’Inter in mano: visione di gioco, passaggi al millimetro, idee geniali. Il problema non è nei piedi, quanto nella testa. Corre poco, resta quasi indifferente a ciò che gli accade intorno. É il suo difetto peggiore. Nonchè il più irritante. Gli mancano continuità, attenzione e determinazione. Spalletti nutre stima per le sue qualità tecniche e però tende a non fidarsi troppo. Difficile dargli torto. Anche perchè Brozovic è la quintessenza dell’eterno incompiuto. Potenzialità enormi, ma ha più intermittenza di un auto parcheggiata con le quattro frecce accese in corsia d’emergenza. Nell’Inter di Spalletti può interpretare più ruoli, anche se la sua collocazione tattica ideale sarebbe alla spalle di Icardi. Del resto, nel vastissimo campionario tecnico, Brozovic ha anche i tempi e i piedi per l’inserimento e il tiro. Spalletti ci sta lavorando molto, soprattutto nella testa.