Redazione

Inter, chi stecca è perduto. Al netto delle dichiarazioni di Spalletti, la frenata è evidente. Più che rallentare, i nerazzurri si sono accostati con le quattro frecce accese in corsia d’emergenza. La squadra segna il passo e rischia di ritrovarsi addirittura fuori dalla zona Champions. Quasi incredibile per un gruppo che, sino a dicembre, sembrava destinata a lottare per il titolo. La fotografia di questa stagione è Candreva: un avvio straordinario, poi l’assestamento, quindi il rientro nei ranghi, infine la crisi. E lo scontro con San Siro.

Candreva dove sei?

Candreva è la fotografia della stagione nerazzurra. Fondamentale a inizio stagione: corsa, cross, assist, ma anche lui, dopo un avvio frizzante, è evaporato. Il numero 87 non ha segnato ancora una sola rete in questo campionato, né è stato costante. L’arrivo di Spalletti è sembrato coincidere con un cambio di passo, invece il percorso di crescita si è arrestato. Complice, evidentemente, il calo fisico, ma anche il ragazzo ci ha messo del suo. E adesso il rapporto con San Siro si è deteriorato in modo quasi irreversibile. E se il “Meazza” decide di bocciarti, è quasi impossibile fargli cambiare idea.

Un amore mai nato

Il rapporto fra l’esigentissimo loggione nerazzurro e l’ex biancoceleste non è mai stato rose e fiori. Anzi. Candreva, da sempre, è stato considerato più un innesto che un rinforzo. Nessun tifoso lo ha mai ritento in grado di fare la differenza sulla fascia. E lo ha atteso al varco. Candreva, purtroppo, non ha retto alla pressione. San Siro, del resto, sa essere un giudice inflessibile e spietato. Ai primi cross sbagliati, giù fischi. Serve personalità per resistere. Candreva invece si è quasi incaponito. Ha voluto strafare per dimostrare di essere all’altezza.  E si è bruciato fra ghirigori di troppo, cross fuori misura, corse inutili e palloni persi. Lo strappo si è consumato in Inter-Lazio, quando, dopo l’ennesimo pallone gettato alle ortiche, si è lasciato andare a un gesto poco gradevole. Uno sputo. L’esterno ha subito chiarito, ma la linea di credito è quasi esaurita, si è interrotta dopo le sfide con la Spal e il Crotone. Due pessime prestazioni che hanno sancito la parola “fine” sul rapporto con i tifosi.

Sopravvissuti e scappati

Beh, la storia dell’Inter è ricca di calciatori che non hanno retto alla pressione del pubblico. La lista di chi ha dovuto lasciare l’Inter è lunghetta. Si parte da Frey, che si è dovuto ricostruire lontano da San Siro dopo un clamoroso 0-6 nel derby. E poi Cirillo e Gresko, costretti quasi a scappare. Lo slovacco è forse il più odiato della storia. Anche Adani, che oggi frequenta San Siro da commentatore, ha fatto i conti con l’effetto San Siro. E ancora, Jugovic, Paulo Sousa, Pirlo, Conceicao. Qualcuno, invece è anche riuscito a superare la coltre di scetticismo: uno su tutti Cambiasso. Ma anche Moriero e Ince convinsero i tifosi più scettici. Fra i sopravvissuti, coloro che sono riusciti a trasformare i fischi in applausi, la storia di Materazzi : da reietto a dieci anni di Inter e nazionale. Campione di tutto, cosi come Zanetti, accolto con diffidenza e oggi simbolo dell’interismo tout court.