Redazione

Icardi, resta a Milano per convenienza o per amore? A sentire la sua manager, la signora Wanda Nara, la scelta è dettata da entrambi i fattori. Lei e il suo assistito si trovano a loro agio nella città meneghina. I guadagni del marito sono almeno quadruplicati. Nel dubbio che sia amore o interesse, resta una certezza. Che motivo c’è, per andarsene?

I rapporti con l’Inter

Un amore rinnovato a scadenza. E a cifre sempre maggiori. Una situazione a tutto vantaggio della famigliola considerando che le commissioni che spettano a Wanda restano comunque…in famiglie. L’Inter ci ha messo del suo, in tutti i sensi. Tre rinnovi negli ultimi cinque anni, sempre a cifre maggiori. Insomma, caro Icardi, quanto gli costi? L’argentino parte da una base di 4,9 milioni di euro, cui si aggiungono diversi bonus che permettono di fare lievitare la cifra a ingaggi da top player. Ogni 10 reti segnate, a prescindere dalla competizione, il ragazzo guadagna 200 mila euro. Ergo, lo scorso anno si è messo in tasca 5,3 milioni di euro. Senza considerare i diritti d’immagine, che per il 50% saranno appannaggio del calciatore. Suning ne vuole fare il testimonial dell’Inter all’estero, soprattutto per il mercato orientale, dove l’appeal nerazzurro è in continua crescita.

I numeri però ripagano l’investimento

Maurito Icardi si può discutere per atteggiamenti e comportamenti ma in quanto a numeri è assolutamente inattaccabile: 82 gol, 21 assist in 148 presenze. Non serve una laurea in matematica per stabilire che il ragazzo è stato decisivo in 103 reti. Un tesoro anche per la società che, in qualche modo, deve tutelare il proprio investimento. Attualmente la clausola, valida solo per l’estero, si aggira sui 110 milioni di euro. E non è valida per le squadre italiane escluse a priori per evitare un nuovo caso Higuain. Considerando pero che mai come in questa estate le quotazioni viaggiano al rialzo, serve un “ritocchino” verso l’altro. Una scelta dettata da una doppia necessità. Preservarsi in caso di assalto dei top club europei con disponibilità economica illimitata (ma non era cosi anche l’Inter? Boh…) e, qualora si concretizzasse la cessione, avere comunque la liquidità necessaria per sostituire l’illustre, quanto costoso, partente.