Redazione

Terzino, brasiliano, mezzi fisici straripanti. Ricorda qualcuno? Facile pensare a Maicon, il trascinatore dell’Inter del Triplete. L’opzione in più sulla fascia destra, capace di tirare fuori il coniglio dal cilindro e risolvere situazioni spinose per i nerazzurri. Alt però, perchè il buon Maicon era il padrone della fascia destra. Invece Dalbert, ventiquattro anni appena compiuti, si trova più a suo agio dall’altro lato del campo. L’out sinistro, molto croce e poco delizia delle ultime…venti stagioni nerazzurre. Al Meazza si narra della maledizione di Roberto Carlos e dell’impossibilità dell’Inter di trovare un terzino mancino di livello dopo l’addio del brasiliano. Ce n’è stato solo uno, Maxwell, carioca anche lui. Sarà una coincidenza, ma è un dettaglio che fa ben sperare.

Trattativa estenuante per il talento del Nizza

C’è voluto un po’ per portarlo alla Pinetina. Il profilo di Dalbert è stato subito identificato da Ausilio e Sabatini come rinforzo necessario sugli esterni, ma il Nizza ha tenuto il punto molto più del previsto. Riuscendo tra l’altro in una plusvalenza da record, avendolo acquistato dal Vitoria Guimaraes per circa due milioni di record, cifra che si è decuplicata nell’assegno staccato dall’Inter senza per altro considerare gli ottimi bonus proposti ai francesi. Soldi ben spesi? A vedere l’ultima Ligue 1 pare proprio di sì. Il brasiliano non è stato eletto miglior terzino della stagione, ma solo perchè Mendy ha vinto il campionato con il Monaco.

Come può cambiare l’Inter

Dalbert è l’acquisto in grado di cambiare radicalmente l’Inter. Da un punto di vista della qualità, ma soprattutto dal lato tattico. Il brasiliano può…ribaltare del tutto il modo di giocare della squadra. Come? Con la sua presenza sull’out di sinistra. Ragionamento semplificato, ma particolarmente realistico. Volente o nolente, nelle ultime stagioni i nerazzurri hanno concentrato la maggior parte delle azioni sugli esterni sulla destra. La partenza del gioco dalla fascia mancina è diventata l’opzione di scorta, l’extrema ratio a cui affidarsi quando tutto il resto non funziona. Ora però non è più così. Affidare la sfera al brasiliano non è un atto di fede, ma una delle possibilità migliori da sfruttare.

Coppia d’oro con Perisic

Dalla sua parte, Dalbert può formare una partnership d’eccezione con Ivan Perisic. L’esterno croato si è ormai abituato a fare da sè, caricandosi degli oneri dello sviluppo del gioco quando la palla gravita da quelle parti. Ma l’unione fa la forza e avere accanto qualcuno che parli il suo stesso linguaggio non può che contribuire a migliorare anche le già ottime prestazioni del numero 77. Anche perchè Dalbert, come la maggior parte dei terzini brasiliani, ha spiccate doti offensive. Lì dietro, beh, deve migliorare, per sua stessa ammissione, ma ha un modo tutto suo di contribuire all’equilibrio della squadra. Del la storia del calcio (e dell’Inter) insegna. Quando gli esterni avversari devono preoccuparsi di un treno che scende a tutta velocità sulla loro fascia, hanno certamente meno tempo di creare problemi in fase offensiva.