Luigi Pellicone

Dalbert, che fine hai fatto? Pagato 20 milioni di euro, non riesce a vincere la concorrenza di Nagatomo, che sino a qualche mese fa, all’Inter, era un reietto. Il giapponese ha dei meriti indiscutibili, per professionalità e abnegazione, ma i limiti fisici e tattici restano evidenti. Il Dalbert ammirato a Nizza è un calciatore di ben altro spessore. Possibile che il ragazzo abbia lasciato il proprio talento in Costa Azzurra? Perchè Spalletti gli è arrivato a preferire perfino Santon, un altro desaparecido. Cosa è successo?

Disperso nella nebbia autunnale?

Dopo qualche prestazione largamente al di sotto delle aspettative e degli investimenti, l’esterno ex Nizza è scivolato in panchina. Negli ultimi tempi, sembra uscito definitivamente dai radar spallettiani. Fatica in fase di impostazione, pecca clamorosamente in quella difensiva. Non completamente affidabile. Un bel guaio, anche da un punto di vista strettamente economico: Dalbert è stato pagato 20 milioni. Un investimento troppo importante per essere bruciato. Spalletti assicura di non averlo accantonato. Se è cosi, evidentemente è una questione tattica o atletica. In entrambi i casi, è un problema.

La maledizione del terzino sinistro

I tifosi dell’Inter sono liberi di appellarsi a ogni gesto apotropaico, ma Dalbert rischia di essere trascinato nel gorgo della maledizione del terzino sinistro. Tutto ebbe inizio con l’addio di Andy Brenme e la cessione avventata di Roberto Carlos. Da lì in poi, il buco nero che ha inghiottito nomi più o meno illustri. Da capitan Javier Zanetti, a tamponare la falla: e ancora il mitico Centofanti, passando attraverso Pistone, Gilberto e Georgatos, unico greco a soffrire di saudade. Sostituito con Gresko, capace di far perdere uno scudetto già vinto, sostituito con Francesco Coco altro desaparecido. Più fortuna Fabio Grosso e Maxwel e protagonista un adattato Cristian Chivu, dell’Inter del triplete. Dalbert ha ancora pochi mesi per evitare di entrare nella lista degli eletti.