Redazione

L’Inter continua a vincere. Meglio fortunati che ricchi: ben sei pali, sinora, a favore. Se non è record poco ci manca. Con i se e i ma non si scrive la storia: i numeri sono a favore di Spalletti, ma è innegabile che le vittorie siano nerazzurre siano agoniche. L’Inter soffre persino con il Benevento. E vista dagli esterni…non è affatto un bel vedere.

Impossibile il 4-2-3-1 così

Sebbene il primo gol segnato al Benevento sembra smentire la tesi (cross di Candreva, rete di Brozovic a rimorchio) l’Inter vince con gol figli delle qualità dei singoli più che del gioco corale. E non ha alcun supporto dalle catene di destra e di sinistra. La prova ne è Icardi. Pochissimi palloni giocabili, quasi nessuno proveniente dalle catene esterne. Non vi sono elementi in grado di garantire la funzionalità del modulo prediletto del tecnico toscano. Nel 4-2-3-1 funziona poco o nulla. Il centrocampo è privo dell’incontrista e non ha né il trequartista, né l’incursore. E, soprattutto, è privo dell’apporto degli esterni. Sia alti che bassi.

Due binari pericolosi

Nessuna delle grandi  ha interpreti così modesti nel ruolo. D’Ambrosio è applaudito per la dedizione con cui rincorre avversari e palloni. Peccato, però, che molte rincorse derivino da un posizionamento di partenza sbagliato. Basti osservare i minuti finali a Benevento. Due tre “uscite” assolutamente fuori tempo. Più volte preso in mezzo e costretto a rincorrere D’Alessandro per 50 metri. Missione compiuta. Ma se da quella parte scappano Insigne o Mandzukic, non c’è molta possibilità di farla franca. Discorso analogo sull’altra sponda. Nagatomo, in questo momento, gioca perché è meno peggio di Dalbert. Spalletti ha concesso all’ex Nizza pochi minuti: quanto basta per perdere un pallone sanguinoso in uscita e lanciare la ripartenza sannita. Solo la mediocrità della formazione campana ha evitato guai peggiori. Con il rientro di Cancelo qualcosa potrebbe cambiare. Ma sulla sinistra resta un cratere. Dove, prima o poi qualcuno farà male. Del resto, le partite contro avversari “facili” sono finite. Adesso arrivano gli esami.