Luigi Pellicone

Quella spruzzata d’oro in testa, da Super Saiyan, è un messaggio subliminale. Icardi sarà discutibile quanto si vuole, ma preziosissimo. La cura Spalletti ha immediatamente fatto effetto: 5 gol in 3 presenze, una media stratosferica: la mantenesse, può sforare il tetto delle 60 reti. Non arriverà a tanto, ma probabilmente fisserà qualche record personale. Quanto basta per attrarre sirene da tutta Europa.

Con questo mercato pazzo…

Ecco perchè l’Inter, sebbene gli abbia rinnovato il contratto solo lo scorso anno, e con un lauto ingaggio, sta già pensando di ritoccare l’accordo. La cessione di Neymar al PSG dimostra che tutto è possibile. E la clausola è divenuto un ostacolo abbordabilissimo. La strategia? Lavorare su due strade: alzare ancora di più l’asticella (l’upgrade), oppure abolirla del tutto (l’erase).

Soluzione numero uno: “upgrade”

L’attuale contratto di Icardi prevede un ingaggio che, fra i vari bonus, può garantirgli 5,5 milioni di euro annui. Un contratto da top player. Il problema è la clausola: ogni anno, entro il 15 luglio, Icardi può lasciare l’Inter se qualcuno si presenta con un assegno di 110 milioni. Un’idea maturata in condizioni diverse. Dopo la rivoluzione francese, il concetto ha perso valore. Dunque la società sta pensando di alzare l’importo della clausola. L’idea è di un upgrade sino a 200 milioni. E paradossalmente, potrebbero non essere sufficienti, considerati i “capricci” degli sceicchi?

Soluzione numero due: “erase”

L’alternativa è la cancellazione della clausola. Il che, però, prelude alla stesura di un nuovo contratto: e la nuova trattativa, a quel punto, non si limiterà all’ingaggio. O non solo. In primis, l’abolizione della clausola rescissoria comporterebbe un immediato (e sostanzioso) ritocco verso l’alto. E poi c’è il nodo che si lega intorno ai diritti d’immagine del calciatore. Wanda Nara da questo punto è molto sensibile: la manager del calciatore, abile come pochi a renderlo un personaggio iper esposto da un punto di vista mediatico, ha il coltello dalla parte del manico. Suning però vuole blindare il calciatore e renderlo un simbolo dell’Inter. No, non c’entra l’amore per la maglia. Anzi. La dirigenza nerazzurra tiene cosi tanti a Icardi perché lo ritiene l’ambasciatore ideale per l’esportazione del marchio in Oriente.