Redazione

Un risultato che incorona più l’Inter che la Juventus. E premia Handanovic, un protagonista mai troppo elogiato sino in fondo per quanto è decisivo. Nessun gol subito nelle due gare più insidiose del campionato, entrambe giocate fuori casa. E se lì davanti, steccano, non c’è problema. Ci pensa lui. Guida sicura di un blocco monolitico: otto partite in “clean sheet”, ovvero la metà di quelle giocate finora. In un match fatto di sacrificio e organizzazione, la Juventus ha un predominio notevole. E solo un grande Handanovic ha impedito ai bianconeri di andare in vantaggio.

Handanovic è una sicurezza assoluta

Decisiva la difesa, ma stratosferico Handanovic. La Juventus ha sempre segnato da 14 mesi a questa parte. Il portiere neutralizza la conclusioni di Mandzukic e poi quella di Khedira. Parate fondamentali, sopratutto la prima. Miracolosa. La smanacciata sulla conclusione del croato cambia la storia della partita. Se SuperMario avesse fatto centro, dopo soli 180 secondi, l’inerzia del match sarebbe cambiata totalmente. E con ogni probabilità la trasferta di Torino si sarebbe trasformata in un Everest. Invece il portiere sloveno si conferma una saracinesca. Quasi inespugnabile. In questa porzione di campionato, ha una percentuale altissima di interventi decisivi. Crotone, Genoa, Cagliari, Atalanta, Napoli e Milan. Le manone di Handanovic hanno garantito almeno 6-7 punti in più ai nerazzurri.

Un rinnovo strameritato

Un numero uno così decisivo è da tenere stretto. Non a caso, la dirigenza gli ha già rinnovato il contratto. Il capitano è Icardi, ma Handanovic è giunto a Torino con il primato assoluto di presenze (ben 221). Lo sloveno ha atteso a lungo prima di rinnovare il suo accordo fino al 2021. E la firma è doppiamente importante. Sancisce che l’Inter ha finalmente prospettive diverse da una navigazione a vista senza un progetto tecnico a lunga gittata. Handanovic, prima di firmare, voleva essere sicuro di giocare in una squadra che potesse disputare la Champions. Dopo quasi un girone, la classifica dice che i nerazzurri possono ambire anche a qualcosa di diverso. La strada adesso è in discesa e gli scontri diretti tutti in casa: Roma, Napoli e Juventus sono attese a San Siro… E l’Inter sa che tra i pali è in buone, anzi, ottime mani.