Luigi Pellicone

Keita sfrutta il suo giorno di riposo per raggiungere Milano. Oddio, c’è di meglio da fare, Sopratutto d’estate, considerato che il capoluogo lombardo dista ben 4 ore di viaggio dal ritiro di Auronzo di Cadore. Non esattamente una passeggiata. Dunque? Cosa spinge un calciatore in scadenza di contratto a Milano che, in queste ore, è il cuore pulsante delle trattative di calciomercato? L’agente si è affrettato a smentire. Non è un viaggio di mercato. Facciamo finta sia vero…

C’è un inter..esse reciproco

Occhio all’Inter. Keita piace, eccome. E la Lazio non ha alcuna voglia di perderlo a parametro zero. L’interesse è confermato anche da Sabatini. Il ragazzo, del resto, incarna perfettamente lo spirito del responsabile sportivo dell’area Suning: il senegalese è giovane, con ampi margini di miglioramento. Potenzialmente un fuoriclasse. La scorsa stagione è stato uno dei migliori: punta e salta l’uomo con facilità. É devastante se lanciato in profondità in campo aperto, ma ugualmente efficace nel sapersi creare gli spazi. In tre parole: un diamante grezzo. Da affidare alle cure di Luciano Spalletti, artigiano che ci sa fare, eccome.

Cura Spalletti, risultati garantiti

Keita, nella Lazio, rovescia le sorti della partita come un calzino, subentrando dalla panchina. A volte, però, sembra abulico, avulso dalla manovra. Poi, come un lampo, ti acceca: uno strappo, un’idea, una giocata. Ecco, appunto. Da “una giocata” a “giocatore” il passo è breve, ma complicato. Ecco perché il tecnico toscano è il “martello” necessario affinché il ragazzo acquisisca personalità, movimenti e tempi di gioco da top player. Nel 4-2-3-1, fra l’altro, è perfetto: può cercare la conclusione personale come l’assist per il compagno. Ed è un esterno che va in doppia cifra, proprio come desiderano Sabatini e Spalletti.

A proposito di esterni….

Dalbert, a un passo dall'Inter

Dalbert, a un passo dall’Inter

Dalbert è in procinto di lasciare Nizza. La società francese ha provato a trattenerlo almeno sino al preliminare di Champions e l’Inter, considerato l’avversario (l’Ajax, finalista di Europa League) non si era opposta. Una sorta di gentlemen agreement. Gli scenari, però, sono mutati: la sciagurata prova in amichevole dei laterali difensivi nerazzurri ha accelerato l’esito della trattativa. L’arrivo di Dalbert, fra i 10 e i 12 milioni di euro, tappa una falla importante: il brasiliano è l’ideale esterno sinistro di una difesa a quattro. La sua facilità di corsa gli permette accelerazioni devastanti e velocità nei recuperi: il marchio di fabbrica è la ricerca della profondità per accentrarsi e mettere il pallone forte e teso verso il centro dell’area di rigore. Ideale insomma, per rifornire Icardi. Se arriva insieme a Keita, l’Inter dà una bella sistemata alla corsia sinistra, trasformatasi in un buco nero dopo l’addio quasi certo di Perisic e la terrificante prova d’esordio di Nagatomo con il Norimberga.