Redazione

Inter, mercato di…novembre. La sosta per le nazionali può essere utile per recuperare quegli elementi, che, per un motivo o per l’altro, non sono stati capaci di imporsi. La partita con il Torino lascia in eredità la certezza che anche la panchina può essere decisiva nel cambiare le sorti del match. Sinora, l’unico elemento discriminante è stato Eder. E dove sono finiti gli altri?

A.A.A Esterni cercasi a sinistra…

L’Inter ha speso parecchio per rifarsi il look sulle fasce e sinora Spalletti si è ritrovato con gli stessi elementi dello scorso anno, resi però molto più efficaci dall’organizzazione tattica. D’Ambrosio e Nagatomo sono irriconoscibili, in senso buono, rispetto a quelli della stagione 2016/17. Discorso identico per Candreva. Ma che fine hanno fatto coloro che avrebbero dovuto sostituirli?

Meglio procedere con ordine. Il primo della lista d’attesa è Dalbert. Pagato 20 milioni di euro, non riesce a vincere la concorrenza di Nagatomo, che sino a qualche mese fa era un reietto. Il giapponese ha dei meriti indiscutibili, per professionalità e abnegazione, ma i limiti fisici e tattici restano evidenti. Il Dalbert ammirato a Nizza è un calciatore di ben altro spessore. Possibile che abbia lasciato il proprio talento in Costa Azzurra? Spalletti gli è arrivato a preferire perfino Santon, un altro desaparecido. Cosa è successo? Perchè il tecnico di Certaldo non gli concede fiducia?

…e a destra

Discorso identico a destra, con qualche attenuante generica. Cancelo, nei piani della dirigenza interista, era il crack. L’uomo capace di cambiare il volto della squadra. Sinora si è visto più in infermeria che in campo. L’infortunio di inizio stagione non può però trasformarsi in un alibi. Certo, per un calciatore che vive di esplosività la condizione fisica è un principio “sine qua non” per esprimersi al meglio. É altrettanto vero, però, che sia lecito aspettarsi qualcosa di più dall’esterno basso che doveva raccogliere l’eredità di Maicon e sinora prende ciò che gli lascia D’Ambrosio.

Ultimo in lista è Karamoh. Il bambino prodigio proveniente dal Caen ha trovato un buon feeling con San Siro nei pochi minuti giocati in casa con il Genoa. Scampoli di classe purissima e personalità da vendere. Sembrava in procinto di soffiare il posto a Candreva, prima che l’esterno ritrovasse condizione e…conversione. In ogni caso, Karamoh resta un’alternativa pochissimo utilizzata, proprio come gli altri. D’accordo che squadra che vince non si cambia, ma a questo punto interrogarsi è legittimo. Spalletti ha fiducia in questi giocatori? Dopo la sosta, quando gli impegni si infittiranno quasi senza respiro sino all’Epifania, molto (se non tutto) sarà chiarito.