Luigi Pellicone

Da Carneade a fenomeno? L’Inter ha un altro gioiellino in casa: Jens Odgaard, classe 1999. La giovanissima punta centrale inseguita da mezza Europa non soffre alcun problema di ambientamento: Danimarca o Milano, conta poco. Il campo è lo stesso. E la classe, anche.

Caratteristiche tecniche

Odgaard è considerato, insieme a Dolberg, l’astro nascente dell’attacco danese. A differenza del collega dell’Ajax, però, lui è anche più duttile. Svaria più sul fronte d’attacco e sa muoversi anche da ala oltre che da centravanti. Ha un grande fiuto del gol, ma sa giocare anche con i compagni, sfruttando la mole che gli permette di anticipare spesso l’avversario e di vincere i contrasti. I suoi 188 centimetri lo agevolano anche nella protezione del pallone. I piedi educati gli permettono di giocare anche con i compagni, sdoppiandosi sia come classico numero 9 che come regista avanzato.

Repertorio completo

La tripletta al Milan è piaciuta sopratutto perchè figlia di un repertorio completo: pallonetto di esterno, poi un gol in diagonale dopo aver difeso il pallone, infine un tocco da vero opportunista. L’ultimo a segnare tre gol al Milan in una partita ufficiale è stato un certo Diego Milito. Argentino caliente. Non troppo diverso da questo biondino nordico, ma dal carattere che dicono piuttosto “latino”. Si è inserito in fretta, è sveglio e scaltro. Molto più “italiano” che danese, per certi versi. Il che potrà solo agevolare il suo ambientamento.

Cosa può dare all’Inter

La tripletta nel derby Primavera schiude prospettive interessanti e apre anche diversi cuori nerazzurri: può usare il suo fisico e un mancino molto interessante anche se deve migliorare nella velocità di esecuzione e movimenti. Il torneo Primavera è di un livello molto più elevato rispetto a quello degli altri paesi. Il campionato è molto meno “allenante” e il salto in prima squadra, se anticipato, può essere deleterio. Il ragazzo ha iniziato bene. Adesso deve solo continuare. Le qualità ci sono. Usciranno. Ogni cosa, al suo tempo.