Redazione

Il mercato dell’Inter non finito. Arriva Vecino, ma anche altri giocatori. Non top player strapagati, però. Zhang non ha neanche 26 anni, ma è già molto autorevole. Le sue parole non lasciano spazio ad interpretazioni. Acquisti mirati, nessun top player solo giocatori utili al progetto tecnico di Luciano Spalletti. Non serve il nome a effetto, ma gente che abbia voglia di Inter. E così sia.

Vecino, l’acquisto funzionale per eccellenza

Qualcuno borbotta. Beh. Vecino non è, né sarà mai, un Vidal o un Nainggolan. L’ex viola è però quel classico profilo di calciatore estremamente funzionale al gioco di Luciano Spalletti.

Il tecnico toscano, del resto, è un maestro nel trasformare buoni giocatori in talenti assoluti. Perrotta docet. Vecino ne può ripercorrere le orme. Le caratteristiche ricordano da molto… vicino il centrocampista giallorosso che, da anonimo centrocampista, si trasformò nel Kakà italiano. L’uruguaiano ha tante qualità. In primis, è interscambiabile. Può giocare in tutte le zone del centrocampo. Davanti la difesa, o a ridosso della punta. Sebbene non abbia eccellenze particolari, ha tutto nella media e nessuna insufficienza specifica: corsa, tecnica, geometrie, verticalizzazioni, tiro da fuori e controllo di palla. Inoltre, sa scambiare palla nello stretto e inserirsi negli spazi per creare superiorità numerica. L’incursore ideale per Spalletti. Potrebbe stupire tutti. E a 12 milioni di euro (+12 il prossimo anno) è un affare. Specialmente se manterrà le promesse.

Il top player, l’Inter, ce l’ha in casa…

Icardi e Perisic autori dei gol vittoria contro la Juve

Ivan Perisic, 11 gol e 11 assist nell’ultimo campionato

In fondo, l’Inter il top player ce l’ha in casa. É Perisic. Ritrovato da Spalletti in poco più di un mese. La foto, in ritiro, in cui si allontana dal gruppo distaccandosene, è quasi ingiallita. Cancellata dalle prestazioni di un ragazzo che con Spalletti sta limando il suo difetto principale: la continuità di rendimento nell’arco dei 90′ di gioco. Il tecnico toscano ha inciso fortemente sulla testa di un calciatore che già si vedeva da un’altra parte, convincendolo di essere imprescindibile. E ci è riuscito: il croato è attento, concentrato, determinato, quasi feroce.Un Perisic così, capace di seminare avversari e panico. è un top player irrinunciabile. Potenzialmente, l’idolo indiscusso della tifoseria. (anche perché la Nord non ama Icardi). Ecco la chiave su cui si può lavorare per trattenerlo. Allo United, sarebbe uno dei tanti. All’Inter è uno e quasi trino. Qualora decidesse di restare, altro che funzionale. Un campione ritrovato.

…e tanti saluti a chi parte

Candreva, possibile “sacrificato” senza rimpianti

Candreva è il potenziale addio senza rimpianto. Il Chelsea gli ha messo gli occhi addosso. Le caratteristiche di Candreva, fra l’altro, si adatterebbero alla Premier. Tanta corsa e fisico, poca tattica, molto istinto. Il suo identikit, insomma. Spalletti ha già detto di sì. Non lo considera indispensabile al suo gioco, estremamente lineare. In questa ottica, Candreva ha un limite: si compiace.Troppe finte e veroniche eccessive e fini a se stesse. Una mole di lavoro poco premiante per la squadra e troppi tempi di gioco persi a cercare inutili ghirigori. Che hanno stancato anche i tifosi. Ormai Candreva è un “nemico” di San Siro. Anche perchè i numeri lo condannano: su 200 cross, appena 16 palloni giocabili, compresi gli 11 assist tesaurizzati da Icardi. Se parte, nessuno si strappa i capelli, al di là dell’impossibilità fisica del gesto.