Riccardo Stefani

Ogni riccio è un capriccio? No, è una giocata, un taglio in diagonale, una sponda e un goal. Parlando di capelli, le “doppie punte” dell’Inter Primavera hanno soffiato la Supercoppa alla Roma di Alberto De Rossi, detentrice del titolo. Il primo titolo della stagione è quindi arrivato ed è difficile immaginare che possa essere l’ultimo, il gioco di Stefano Vecchi esalta le qualità della squadra e soprattutto quelle di quei due lì davanti. Riprendendo il discorso Roma potremmo dire che chi di spada ferisce, di spada perisce. Quest’anno ai due goal di Marco Tumminello della scorsa edizione ha risposto una doppietta di Facundo Colidio e una straordinaria prestazione di Jens Odgaard che ha nettamente stremato la difesa giallorossa.

Facundo Colidio, dal Boca con il gol nel sangue

Partiamo dall’argentino: di chi è il merito del rendimento di questo baby campione classe 2000? La risposta è tanto generica quanto semplice: della società. Dell’ottimo assortimento dei ruoli in particolare, partendo dal responsabile del settore giovanile Roberto Samaden, passando a Javier Zanetti, che come una calamita attrae i giovani argentini – e non solo – fino ad arrivare a Piero Ausilio, che l’ha portato a Milano piuttosto che lasciarlo alle altre pretendenti (tra le quali Manchester City e Juventus), e a Vecchi che lo schiera e riesce ad esaltarne le caratteristiche. Il ragazzo acquistato in estate aveva stregato tutti, ma proprio tutti con le sue prestazioni con le giovanili del Boca Juniors e della Nazionale nel torneo Sudamericano Under 17 della scorsa edizione. Veloce, piedi buoni in buona testa. Segnatevi questo nome.

Jens Odgaard, strappato alla Roma

Ed ora Odgaard. Anche per quanto riguarda il baby colosso danese nato nel 1999, ottima combinazione di tecnica e fisico, c’è stato un colpo di mano per quanto riguarda il mercato. E in questa sede dobbiamo nominare di nuovo la Roma, che aveva messo gli occhi sull’allora sedicenne del Lyngby che aveva lasciato i più a bocca aperta con un goal nella sua prima partita ufficiale assoluta. In effetti a Trigoria, viste le caratteristiche, avrebbe potuto essere il Dzeko della primavera, il gigante coi piedi buoni, bravo a tenere palla, a servirla e non solo di sponda. Stiamo parlando di un attaccante che nonostante l’importante stazza (188 cm di altezza) è parecchio mobile e ha una buona visione di gioco. Mai impreciso, a volte paga l’inesperienza e l’abitudine al minor pressing difensivo del calcio danese.

Insieme? Una coppia perfetta

Vecchi, con il suo 4-4-2, non può fare altro che dare fiducia alle sue due punte, che oltre al talento evidente possono vantare anche un ottimo periodo di forma, un’ottima motivazione e una bella intesa. In questa stagione, i due hanno collezionato tredici goal complessivi: dieci per il danese e tre per quanto riguarda l’argentino, che però ha giocato la metà delle partite. Certo, Odgaard conta anche la bellezza di tre assist mentre Colidio può vantare la doppietta di Supercoppa. Una coppia che scoppia, sì, ma di salute. E che cresce con calma, senza nessuna sfida intestina. Anche perché, se continuano così, chi li toglie dal campo?