Redazione

Più coerente che pazza. Vince con le grandi e con le piccole, ma quanta fatica che fa. L’Inter di Spalletti ha già scritto una pagina di storia, ma entrarci diviene sempre più complicato. La vittoria con l’Hellas Verona si lega a doppio filo con le altre, sofferte, affermazioni contro le squadre di basso medio cabotaggio.

Cinque indizi fanno una…tesi

Di solito bastano tre indizi per fare una prova. Cinque, sono più che sufficienti per sostenere una tesi…difensiva. I nerazzurri sono impermeabili, ma soffrono da morire le squadre schierate. Ottimi nella gestione del match e anche nel preservare il vantaggio, molto meno se c’è da proporre gioco. La prima avvisaglia arriva contro la SPAL, partita risolta su rigore, piuttosto dubbio, concesso su Joao Mario. Contro il Crotone e il Genoa sono decisivi Handanovc e le palle inattive. L’Inter sblocca il match con Skriniar e D’Ambrosio. Vittoria striminzita persino a Benevento, territorio di conquista di più di mezza serie A (considerate le 11 sconfitte) e poi l’Hellas, risolta con un…destro di Perisic. Un coniglio estratto dal cilindro, considerando le caratteristiche del croato.

Solidità ed efficienza basteranno?

Delle cinque in vetta alla classifica, l’Inter ha due picchi: insieme alla Roma, che ha qualcosa in più anche a livello qualitativo, è senza dubbio la più solida in fase difensiva. Ma a differenza dei giallorossi e di Lazio, Juventus e Napoli, è anche la più carente come proposta di gioco. Compensa, però, con una muscolarità fuori dal comune. Quanto basta, in Italia, per vincere i campionati o comunque per disputare tornei di vertice. La Juventus di Capello, la stessa Inter di Mancini e persino quella del triplete, non erano esattamente dei capolavori di estetica. Brutte, ma funzionali. Come questa Inter, che, però, a differenza delle squadre prese a paragone ha una rosa molto più ristretta. Spalletti ha utilizzato per undici volte gli stessi 14 uomini, con pochissime variazioni sul tema. Per quanto sia impegnata solo in campionato, anche così, la squadra rischia di logorarsi.