Redazione

Inter cosa nasconde l’improvvisa frenata per Emre Mor? Nelle ultime ore l’affare ha subito un brusco rallentamento. Cosa si nasconde dietro la trattativa? Non serve Scherlock Holmes per legare l’affare alla idoneità sportiva di Schick che non appare nella numerazione ufficiale della Sampdoria. Il ragazzo è sempre stato un pallino di Sabatini che lo voleva già all’Inter. La domanda da porsi è un’altra. Perchè Schick dovrebbe scegliere l’Inter?

Caratteristiche da prima punta, può adattarsi come esterno

Un metro e ottantasette. Centravanti moderno o seconda punta a sinistra, Schick abbina tecnica, potenza e freddezza. Un prospetto esploso fra le mani di Giampaolo che lo ha svezzato prima di consegnarli, chiavi in mano, l’attacco della Sampdoria. Impensabile, del resto, scegliere qualcosa di diverso: Schick sente la porta, attacca lo spazio sul primo e secondo palo, ma riesce a trovare la via della rete anche partendo da lontano. Conclude indifferentemente, col destro o col sinistro, spesso liberandosi dell’avversario sullo stretto. La specialità della casa è il dribbling e la conclusione mancina con una velocità di esecuzione difficile da associare alla stazza. Il che lo rende pressoché unico nel suo genere: prima o seconda punta.

E con Spalletti? Può trovare spazio?

Schick si fa apprezzare come finalizzatore ma messo sull’esterno può creare seri problemi alle difese avversarie. Ha movimenti da centravanti puro, ma ha corsa sufficiente per coprire l’intera trequarti avversaria. Sulla sinistra, però, c’è Perisic che, rivitalizzato e convinto dalla cura Spalletti, sembra molto più vicino all’Inter di quanto non lo fosse qualche mese fa. E quindi? Attenzione al mercato nerazzurro. L’offerta è pronta: 2 milioni di euro di ingaggio, 30 milioni alla Sampdoria. E Spalletti avrà il suo nuovo gioiello.

Un 3-4-2-1 ibrido ma devastante

Se, come tutto lascia credere, arriverà un terzo difensore centrale, Spalletti potrebbe riproporre il 3-4-2-1 già visto lo scorso anno alla Roma, avvicinando Schick e Perisic alle spalle di Icardi, supportati da un centrocampo di sostanza e qualità con Vecino e Borja Valero a guardia della difesa e con Candreva e Dalbert larghi. Un reparto molto ben assortito che sopperirebbe alla mancanza di un Nainggolan. Il brasiliano, in particolare, fungerebbe da “pendolo” per accompagnare la fase offensiva e ricomporrre la linea a 4 in fase di non possesso.