Redazione

Un regalo inaspettato, ovviamente gradito ma cortesemente rispedito al mittente. Pare proprio che intorno al suo quarantasettesimo compleanno, a Diego Pablo Simeone sia giunta un’offerta di quelle che, come direbbe Marlon Brando, non si possono rifiutare. Un assegno in bianco, non importa se reale o metaforico, è un segno. Segno che l’Inter non ha ancora abbandonato la pazza idea di affidare la panchina nerazzurra all’argentino. Dalle parti della Pinetina il diktat arrivato dalla Cina è questo, tentare qualsiasi mossa serva per convincere il Cholo. Ma evidentemente il Cholo non vuole farsi convincere, almeno non in questo momento.

Parte del perchè è da ricercarsi di certo nella non rosea situazione attuale delll’Inter. C’è confusione ad Appiano Gentile, con la società che in via ufficiale conferma per l’ennesima volta la fiducia a Pioli in vista della volata per l’Europa League ma che para amigos (ammesso che in cinese ci sia un’espressione simile) è alla continua ricerca del profilo giusto a cui affidare le redini per la prossima stagione, che nelle intenzioni della proprietà dovrebbe essere quella del definitivo rilancio. Dovrebbe, perchè nonostante spese imponenti (alcune azzeccate, altre esagerate, altre ancora nettamente fuori mercato) la convinzione è che all’Inter manchi il manico giusto, il pilota in grado di guidare questa fuoriserie che va in panne un po’ troppo spesso. Ed il prescelto sarebbe proprio Simeone, un passato importante in nerazzurro ed un profilo internazionale di tutto rispetto, con una Liga e due finali di Champions.

Già, la Champions, il grande cruccio del Cholo. Il suo Atletico ha sempre saputo ben figurare in Europa, andando per ben due volte vicinissimo al sogno. Poi, purtroppo per la parte colchonera di Madrid, sono arrivati i bianchissimi cugini a portare via l’argenteria in entrambe le occasioni. Quest’anno lo scontro fratricida avverrà in semifinale e Simeone non può permettersi di lasciare nulla al caso se spera di accompagnare i suoi ragazzi a Cardiff per il terzo tentativo. Di certo non può accettare che le voci di mercato che lo riguardano, sempre più insistenti ogni volta che l’Inter fa flop, destabilizzino la squadra e l’ambiente. Ecco quindi il secondo grande ostacolo. Perchè se è vero che accettare la panchina nerazzurra sarebbe una sfida (e all’argentino l’adrenalina della grande scommessa serve come il pane), prima c’è un tabù da sfatare. Una coppa da vincere. Poi, forse, se ne potrà parlare. E su quell’assegno in banca potrebbero improvvisamente comparire cifre importanti. Ma non ora. Simeone ascolta e ringrazia. Ma non accetta. Il regalo che gli serve in questi giorni è la serenità. Che l’Inter sarà quindi suo malgrado costretta a dargli, anche se dalle parti della Pinetina pare essere una sensazione che latita da parecchio.