Redazione

Se Maometto non va alla montagna, tocca alla montagna andare da Maometto. Vecchio adagio, ma sempre attuale, soprattutto in chiave Inter. Dato che la campagna acquisti non ha portato a Spalletti i top player che, secondo le analisi di inizio mercato, dovevano affollare la Pinetina grazie ai soldi di Suning, sta ora al tecnico fare di necessità virtù e plasmare la truppa a sua immagine e somiglianza. La cura sta sortendo effetti, con due vittorie in due partite, ma non tutto ruota alla come Lucio vorrebbe e c’è ancora bisogno di sperimentare qualche alchimia tattica, soprattutto tra centrocampo e trequarti.

Il fallito assalto di mercato per il Ninja

Non è un mistero, svuotando il suo armadietto Spalletti si sarebbe volentieri portato via da Trigoria anche Radja Nainggolan, che grazie al tecnico toscano ha fatto un salto di qualità che gli ha permesso di diventare uno dei centrocampisti più richiesti del panorama europeo. Ma Monchi e Pallotta hanno fatto muro e al tecnico dell’Inter è toccato accontentarsi, se così si può dire, di Vecino e Borja Valero. Calciatori dalle caratteristiche importanti, ma che per motivi diversi non possono garantire lo stesso impatto fisico e tecnico del Ninja sulla squadra e sulle partite.

Un nuovo Nainggolan per l’Inter

Spalletti però è allenatore testardo ed ha cominciato una piccola serie di esperimenti. L’obiettivo è trovare chi nella rosa dell’Inter sia in grado di ripetere o perlomeno di prendere ispirazione dall’exploit del belga della Roma. Con la Fiorentina è toccato a Brozovic, all’Olimpico a Borja, il prossimo della lista è Joao Mario. Che doveva partire, ma che alla fine è rimasto e che sin dall’inizio dell’avventura nerazzurra dell’ex tecnico sembra il più adatto ad allenarsi a…fare il Ninja. Lo sa anche Spalletti, che ha spesso lodato le qualità tecniche del portoghese, a cui manca però quel pizzico di aggressività che gli permetta di portare efficacemente il primo pressing, elemento fondamentale nell’interpretazione dei match della nuova Inter.

A Joao Mario mancano ancora fisicità e quantità

Già, perchè il trequartista spallettiano tutto è fuorchè un’artista del pallone. Gli serve la clava, non il fioretto. Per giocare in quella posizione è necessaria la voglia costante di mordere le caviglie dall’avversario, di non lasciarlo respirare. Sorprende infatti, ma solo fino a un certo punto, la confessione del tecnico, che in quel ruolo avrebbe provato volentieri Medel, calciatore di sostanza dalla elevata fisicità. Caratteristiche per cui Joao Mario, al momento, non spicca particolarmente, ma sulle quali, parola di Lucio, può e deve lavorare. Del resto, se gli ingredienti ci sono, sta al cuoco amalgamarli per bene. E chissà che questo Ninja alla milanese non diventi una pietanza a cinque stelle…