Matteo Muoio

Pizarro e De Rossi alla prima esperienza romana, Denisov allo Zenit, poi di nuovo De Rossi e soprattutto Nainggolan. Spalletti in campo ha sempre avuto un uomo di fiducia. Il suo uomo, giocatore di grande personalità e protesi delle idee tattiche del tecnico di Certaldo. Ora, in Cina, lavora per trovarne uno all’Inter. Non è un caso che la prima richiesta, in sede di mercato, fosse proprio Nainggolan. Lo ha plasmato trequartista di inserimento, come fece già con Perrotta nel 2006, il belga è diventato un centrocampista da doppia cifra, senza comunque far mancare la solita legna. Il ninja doveva essere il ponte, il continuum tra la seconda esperienza romana e la nuova avventura in nerazzurro, ma i desideri di Spalletti hanno dovuto fare i conti con gli incastri del mercato di Monchi, che, ceduti nel giro di pochi giorni Salah, Rudiger e Paredes, avrebbe rischiato la sommossa popolare lasciando partire pure l’ex Cagliari. Il rinnovo con adeguamento è pronto, Nainggolan resterà a Roma. E a Spalletti non resta che continuare a studiare la rosa, cercando il nuovo pupillo tra gli uomini a disposizione o magari affidandosi ad un guizzo di Sabatini sul mercato.

Borja Valero

Borja Valero contro Kucka

Spalletti e il centrocampista di riferimento: Borja maggior indiziato, speranza Joao Mario

All’Inter ci sono giocatori di personalità e ottimi centrocampisti, di solito è in mezzo che Spalletti trova il suo faro. Per caratteristiche, in realtà, pochi sono adatti al gioco del tecnico toscano, che infatti in Cina sperimenta e scambia di continuo le posizioni dei suoi centrali. Da Firenze è arrivato Borja Valero e presto dovrebbe raggiungerlo Vecino. Lo spagnolo in viola è stato il riferimento prima di Montella e poi di Paulo Sousa, Spalletti lo voleva già a Roma. Sarebbe l’indiziato numero 1, non fosse che al momento deve ancora trovare la giusta collocazione nello scacchiere tattico: modulo ed età ne suggerirebbero l’impiego da trequartista ma non ha le capacità di corsa indispensabili nell’interprete tipo dell’ex tecnico giallorosso. Che infatti lo sta provando in mediana, da regista, al fianco di un interditore come Gagliardini e Kondogbia, in attesa di Vecino, che dovrebbe firmare a giorni. L’uruguaiano si giocherà il posto con Gagliardini, Kondogbia parte dietro e in caso arrivassero offerte potrebbe partire. Medel è prossimo all’addio e non è mai stato preso in considerazione. Vecino, appunto: ha gamba, si inserisce, spezza il gioco. Qualcuno ha ipotizzato un suo possibile impiego sulla trequarti e in effetti ricorda un po’ il primo Perrotta, quello che al Chievo giocava da interno di centrocampo. Molto difficile, perché all’ex Empoli manca la qualità necessaria negli ultimi 30 metri, per Spalletti è un mediano. Poi Joao Mario, la variabile più costosa di questa Inter. L’obiettivo del tecnico – sotto diktat dirigenziale – è quello di recuperarlo, giustificare l’investimento da 45 milioni della scorsa estate e farne un uomo chiave della nuova Inter. Il portoghese di qualità ne ha tanta, ieri nell’amichevole contro lo Schalke ha regalato sprazzi di classe, seppur con la solita intermittenza. Potrebbe essere lui il nuovo trequartista di Spalletti, la sua chiave tattica. Di classe ce n’è in abbondanza e nel Portogallo campione d’Europa, ad esempio, giocava esterno di centrocampo, non gli manca neppure la corsa. Alla prima stagione italiana ha peccato sotto il profilo della personalità e dell’approccio mentale, chi meglio di Spalletti per farlo crescere in questo senso?

Joao Mario, 30 presenze e 3 gol nell’ultimo campionato