Mattia Deidda

Il nuovo ciclo della Lazio ha un nome e cognome: Simone Inzaghi. Il tecnico è il vero uomo in più della squadra biancoceleste. Alla guida del club quasi per caso. Il rifiuto di Bielsa nella stagione 2016-17, ha aperto le porte all’italiano. I grandi club d’Italia lo stanno monitorando attentamente. Sulla soglia c’è il profilo della Juventus: Allegri ha un contratto che lo lega ai bianconeri fino al 2020, ma nessuno ha dimenticato l’idea del tecnico di lasciare dopo la sconfitta di Cardiff.

Trascinatore in campo

Mai Lotito fu più fortunato a ricevere un rifiuto di un allenatore. Al suo primo anno su una panchina di SerieA, dopo essere subentrato nella stagione precedente, Inzaghi ha svolto un ottimo lavoro. Finalista perdente in coppa Italia ma vincente nella supercoppa. Raggiunta l’Europa League. Rigenerato Immobile, attualmente uno dei migliori attaccanti del campionato, e portati Keita e Milinkovic-Savic ad essere due dei giovani più promettenti d’Europa. Difficile chiedergli di più. Inzaghi ha convinto tutti.

Fattore giovani

Manca l’esperienza. Ma è una scommessa che la Juventus accetterebbe volentieri. Negli ultimi anni, due dei più grandi club d’Europa hanno avuto il coraggio di assegnare la loro panchina a giovani allenatori. Inizia il Barcellona con Guardiola, finisce il Real Madrid con Zidane. Successi a non finire. La rosa dei bianconeri non può essere paragonata a quella delle due spagnole, ma a Vinovo è tempo di aprire un nuovo ciclo. Serve un allenatore in grado di ottenere il massimo risultato dai tanti giovani. Caldara, Spinazzola, Rugani, Sturaro, Bentancur, Bernardeschi, Pjaca. Gente che ha già dimostrato qualcosa, ma che si trova ancora lontana dalla dimensione Juve. Inzaghi è l’uomo giusto: sei anni come allenatore nelle giovanili della Lazio. È un tecnico di SerieA che conosce il mondo dei giovani e sa come trattarli. Vedere il rendimento di Keita e Sergej per avere una dimostrazione.

Il fascino della Vecchia Signora

Nel caso Inzaghi riuscisse a ripetere quanto fatto l’anno precedente, si prenderebbe di diritto la palma di migliore allenatore della Lazio degli ultimi anni. Sono molti i tecnici biancocelesti caduti dopo un primo anno positivo. Difficilmente Lotito si priverebbe di Inzaghi, ma per un allenatore è difficile respingere il fascino della Juventus. Giocare per vincere tutto. Allenare alcuni dei migliori giocatori in circolazione. Costruirsi un curriculum in Europa. Il tecnico ha un contratto che lo lega alla Lazio fino al 2020, esattamente come Allegri. Per i bianconeri portarlo a Torino in anticipo non sarà facile, servirà fare leva sulla voglia di arrivare in alto dell’allenatore.