Redazione

La Supercoppa di tutti. Perchè ha vinto la Lazio. Una serata indimenticabile, firmata da tutti i componenti. Giocatori, staff tecnico e società. Una sfida nata sotto i peggiori auspici si è tramutata in una notte da incubo per la Juventus. Dominata in lungo e in largo da una squadra capace di sopperire alle assenze con l’identità di gioco. 

Il tocco di Mago merlino..

Simone Inzaghi. Per tutti, Mago Merlino. Un nomignolo che ne riduce le reali capacità. Il tecnico biancoceleste non ha la bacchetta magica, ma è un grandissimo conoscitore di calcio e un ottimo allenatore. Si è ritrovato una Lazio totalmente diversa da come aveva immaginato e l’ha rivoltata come un calzino, senza perdere in efficacia. Anzi. Spostare Milinkovic-Savic e Luis Alberto dietro Immobile ha creato densità a centrocampo e non pochi problemi ad una Juve sovrastata per larghi tratti del match. Inzaghi,  legge le partite come pochi: il doppio cambio finale è stato determinante. Il gol della vittoria porta la sua firma. Cross di Lukaku e tocco di Murgia. Due scelte non casuali. L’esterno è stato chiamato in causa per sovrastare De Sciglio. Il ragazzo per accompagnare l’azione, galleggiare fra le linee bianconere incapaci di inseguirlo e tentare l’inserimento a rimorchio. Altro che bacchetta magica..

 

…e la favola di Luis Alberto

Luis Alberto, un capitale tecnico recuperato da Inzaghi

Capitolo a parte per Luis Alberto. Un patrimonio tecnico ritrovato. Personalità, tecnica, senso del gioco. Inzaghi lo ha provato da regista per tutto l’arco del ritiro, ma quando è servito l’ha ricollocato nella sua posizione naturale liberandolo da compiti di marcatura. Risposta eccezionale. Giocatore e tecnico passano alla cassa e riscuotono un successo strameritato da entrambi. Inzaghi non ha mai “mollato” il ragazzo, incoraggiandolo e aspettandolo anche quando è sembrato un oggetto misterioso. Luis Alberto ci ha messo del suo, impegnandosi in allenamento sin dai primi giorni di ritiro e mettendosi a totale disposizione del mister. Un capolavoro.

Arriva Lucas, Leivatevi di mezzo…

Lucas Leiva, il faro della nuova Lazio di Inzaghi

E infine c’e lui. Lucas Leiva è a Roma solo da pochi mesi, ma è già il leader della squadra. L’ex Liverpool non ha ancora trovato una casa, ma Inzaghi gli ha già consegnato le chiavi del centrocampo della Lazio. Lui, in cambio, offre duttilità ed esperienza al servizio dei compagni. Lucas è un cattivo dai piedi buoni. Sradica palloni e…avversari ma sa anche impostare il gioco. L’istantanea della sua partita è l’intervento su Cuadrado. Un fallo non cattivo, ma speso saggiamente, che sintetizza il personaggio in questione: un centrocampista di lotta e governo, che va dritto al solo e preferisce la quantità alla qualità. Meno elegante di Biglia, ma più spiccio ed efficace: provate a saltarlo. La risposta è…Leivatevi di mezzo. Il brasiliano è esattamente ciò che serviva al gioco di Inzaghi. Un mediano dai piedi educati (è pur sempre un brasiliano) capace di interdire e proteggere la difesa, nonché di ribaltare l’azione. Caratteristiche che lo rendono, in assoluto, il giocatore, più adatto alle esigenze della nuova Lazio.