Elisa Ferro Luzzi

Che fine ha fatto l’Islanda del calcio? Durante l’ultimo Europeo la nazionale islandese ha conquistato i cuori di tutto il mondo sbattendo fuori dalla competizione l’Inghilterra agli ottavi e raggiungendo i quarti salvo poi uscire per mano della Francia. Tutti ci siamo emozionati davanti al Geyser Sound di quei ragazzoni biondi, la Haka versione europea, davanti a quel semplice e corale “uh” urlato al cielo che in quel momento ha unito un intero continente. In campo Aron Gunnarsson e compagni ci hanno fatto divertire con il loro gioco romantico; a Euro 2016, agli ottavi, è andata in scena la classica storia di Davide che batte Golia, del bene che vince sul “male”, del calcio quasi di provincia che ha la meglio su campioni di livello mondiale. Ma che fine hanno fatto gli islandesi dopo l’ultimo Europeo?

Islanda alla conquista dei Mondiali

La settimana scorsa l’Islanda ha giocato e vinto 2-1 la gara con il Kosovo valida per le qualificazioni a Russia 2018. Nel girone I, la selezione scandinava in questo momento occupa il secondo posto con due punti di vantaggio sull’Ucraina e a tre punti dalla Croazia capolista. Prima della partita contro il Kosovo, gli islandesi sono stati avvistati a Parma: in accordo con lo sponsor emiliano Erreà, infatti, il Tardini ha ospitato gli allenamenti degli scandinavi in vista della sfida per le qualificazioni. Stasera, invece, affronteranno in amichevole l’Irlanda.

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L’Islanda al Tardini di Parma (foto gazzettadiparma.it)

Il ct Heimir Hallgrimsson, co-allenatore di Lars Lagerback (oggi ct della Norvegia) agli Europei e ora tecnico unico, oltre ad allenare continua a svolgere il suo lavoro principale, ovvero quello del dentista. Un qualcosa di impensabile nel nostro calcio, un fenomeno forse unico nell’era moderna. Il governo islandese ha puntato sul pallone per combattere i problemi di droga e alcol tra i più giovani: sull’isola questi sono temi all’ordine del giorno viste le piccole dimensioni ed il clima non facile. E’ stato investito parecchio danaro per mettere a disposizione strutture adeguate e se prima si lavorava solamente sulla parte fisica, ora ci si concentra sull’aspetto tecnico. Un chiaro esempio è Gylfi Sigurdsson, leader tecnico della squadra cresciuto in Islanda nell’Hafnarfjordur. Si fa un gran parlare anche di Ottar Magnus Karlsson e Albert Gudmundsson, promettenti attaccante e centrocampista di 19 e 20 anni in forza rispettivamente ai norvegesi del Molde e al PSV Eindhoven, da quest’anno entrati a far parte della rosa della nazionale

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L’islandese Sigurdsson conteso da diversi club europei

BOOM DI NASCITE DOPO LA VITTORIA SULL’INGHILTERRA
La storica vittoria con l’Inghilterra ha cambiato molte cose in Islanda. Da quella notte nulla per il calcio islandese è stato più come prima, così come nulla è stato più come prima per alcune coppie dell’isola: secondo quanto emerso da una statistica resa nota dai media locali, la possibilità che in molti abbiano deciso di festeggiare quell’evento in maniera ‘intima’ è molto elevata. Esattamente nove mesi dopo quello storico match di Nizza, la rivista Visir ha svelato che un ospedale islandese ha battuto ogni record in fatto di anestesia epidurale. Un chiaro indizio che la notte del 27 giugno 2016 è stata molto prolifica non solo in ambito calcistico.